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Varese - Ad Agrivarese vince chi viene in treno - Tempo libero - Varese News   

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Un biglietto speciale e un concorso per chi arriva in treno sono le iniziative per rendere più sostenibile la gita ad Agrivarese. Tra le iniziative collaterali, anche i Tourist Angels pronti a portare i turisti in luoghi inusuali di Varese

          

Infedeltà 2.0 al giorno d’oggi   

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Con l’avvento dei Social Network si moltiplicano i casi di tradimenti on line e non,Facebook,Instagram,Chat di incontri non facilitano certo una relazione monogama alla base della quale ci dovrebbe essere il rispetto per l’altra persona o coniuge. Oggi giorno tradire o essere traditi sembra quasi essere la norma, le statistiche indicano che con l’avvento dei […]

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FIFA 20 Ultimate Team – L’arrivo delle Icon Swap   

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Per chi non mi conoscesse mi presento, mi chiamo Lucio e sono il fondatore di FUT18italia, da questa estate scrivo per ItaliaTopGames per quanto riguarda la modalità di gioco Ultimate Team presente in EA Sports FIFA 20. Sono uno dei top 5 italiani per quanto riguarda la compravendita in FUT e sono ad ora trader […]

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Ghost Recon Breakpoint – I Primi 15 Minuti di Gioco in Video!   

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Siete pronti a tuffarvi anche voi in Ghost Recon Breakpoint, il titolo di Ubisoft già disponibile per Playstation 4, Xbox One e PC? Se avete ancora qualche dubbio ecco a voi i primi 15 minuti di gioco dove potrete vedere l’editor del nostro alter ego e le prime drammatiche sequenze di giocato. Buona visione!

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Fifa 20 subito in testa alle classifiche italiane!   

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Senza alcuna sorpresa, Fifa 20 nella settimana di uscita, si piazza subito in testa alle classifiche italiane, scavalcando il precedente leader della chart, ovvero The Legend of Zelda: Link’s Awakening. Sul gradino più basso del podio ecco eFootball Pro Evolution Soccer 2020 che nella prima settimana di uscita aveva anch’esso guadagnato il vertice della classifica. Se […]

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Qubick, nuova linea di accessori gaming   

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Cidiverte  è orgogliosa di presentare Qubick, il marchio che contraddistingue la nuova linea di prodotti progettati, realizzati e distribuiti in esclusiva a partire da oggi, 7 ottobre 2019. La linea è composta da accessori presentati in una veste unica ed esclusiva che garantiscono ai giocatori le migliori performance durante le sessioni di gioco. I primi […]

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Trine 4 Recensione PS4 XOne PC Switch   

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Trine 4 Recensione del videogame per Playstation 4 (la versione da noi testata), Xbox One, PC e Nintendo Switch realizzato dai programmatori finlandesi di Frozenbyte, autori anche dei precedenti capitoli della serie. The Nightmare Prince, questo il nome del quarto episodio arriva a distanza di ben quattro anni dal terzo, The Artifacts of Power. Sarà […]

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Digital Channel Forum Vision 2020: grande successo per l’evento di CIPS Informatica   

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Si è concluso venerdì 4 ottobre con la cena di gala presso il Relais San Clemente di Perugia il Digital Channel Forum Vision 2020 di CIPS Informatica – distributore italiano di prodotti hardware e software specializzato in sicurezza informatica e innovazione dei sistemi informativi con focus sul modello dei Servizi Gestiti – che ha visto […]

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Anche Ms. Marvel nel videogame degli Avengers!   

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Al New York Comic Con 2019, Square Enix e Crystal Dynamics hanno annunciato che l’amatissima Kamala Khan sarà l’ultimo supereroe giocabile di Marvel’s Avengers. Creata da G. Willow Wilson, Adrian Alphona, Sana Amanat e Stephen Wacker, Kamala è nei fumetti un’adolescente entusiastica che difende Jersey City nei panni di Ms. Marvel. Kamala è apparsa per […]

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Fifa 20 – Hazard e Sterling si aggiornano   

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EA Sports negli ultimi giorni ha aggiornato i volti di Hazard e Sterling in Fifa 20. Di seguito potete vederli in anteprima. Per poterli ritrovare nel gioco non dovrete fare altro che farlo partire ed avere PC o console collegata ad Internet e l’update avverrà in maniera del tutto automatica. Attualmente non si hanno notizie […]

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PES 2020 Panoramica Completa MyClub e Matchday della Settimana   

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PES 2020 Panoramica Completa MyClub e Matchday della Settimana. NOTA BENE: AGLI ORARI SEGNALATI CON FUSO ORARIO UTC AGGIUNGETE DUE ORE PER SAPERE L’ORARIO ITALIANO! Il programma di Matchday della settimana è il seguente. L’orario d’inizio degli eventi Matchday a tema UEFA EURO 2020 con squadre predefinite è mostrato qui sotto. ◆ Eventi Matchday con […]

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Marvel’s Iron Man Playstation VR – Data Ufficiale e Story Trailer   

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Marvel Games, direttamente dal New York Comic Con, ha svelato la data di uscita ufficiale e mostrato un nuovo story trailer per Marvel’s Iron Man VR, titolo in arrivo in esclusiva su Playstation VR. Il videogame sarà disponibile in tutto il mondo dal 28 febbraio del 2020 mentre di seguito potete vedere il nuovo filmato […]

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Uno sguardo più da vicino al nuovo piano strategico globale per l'acqua di Levi's   

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INTERVISTA L'ambiente è una preoccupazione sempre più urgente nell’industria della moda e marchi come Levi Strauss lavorano continuamente per ridurre la quantità di rifiuti creati durante il processo di produzione. Il colosso del denim ha recentemente annunciato la sua nuova strategia per l'acqua, che prevederà un approccio localizzato alla conservazione dell'acqua, a seconda delle esigenze dell'area circostante a ogni fabbrica.

FashionUnited ha parlato con Michael Kobori, vicepresidente della sostenibilità presso Levi Strauss & Co., per saperne di più sulla nuova strategia del marchio.

Qual è stato il processo di sviluppo della nuova strategia per l'acqua e in che modo influirà sui rifiuti complessivi dell'azienda?

Nel 2007, abbiamo condotto la prima valutazione del ciclo di vita dell'industria dell'abbigliamento, la quale ha fatto luce sull'impatto del settore sui bacini idrografici di tutto il mondo. Questo ci ha ispirato a partecipare alla Better Cotton Initiative nel 2010, a lanciare Water

Riconosciamo che le problematiche legate all'acqua rappresentano alcune delle maggiori minacce per l'economia globale e le persone in tutto il mondo. Riconosciamo anche che la domanda e scarsità d'acqua sono variabili e che operavamo secondo un approccio "a misura unica" che non prendeva in considerazione la realtà dello stress idrico.

Ora che abbiamo applicato le nostre tecniche Water Less a due terzi dei nostri prodotti, e raggiungeremo l’80 per cento entro il 2020, abbiamo ridimensionato la Better Cotton Initiative a due terzi della nostra offerta di cotone per poter arrivare al 100 per cento di cotone più sostenibile ed efficiente per il profilo delle risorse entro il 2020. Vediamo opportunità di fare altri passo avanti, di usare la scienza e gli strumenti a nostra disposizione per concentrare i nostri dove sono più richiesti e ispirare l'azione collettiva che è essenziale per fornire il cambiamento necessario.

L’azienda sta adottando un approccio localizzato alla conservazione dell'acqua. Cosa c’è dietro questa decisione?

Negli ultimi dieci anni, le migliori aziende hanno preso l’abitudine di dichiarare la quantità di acqua che usano. Poiché però lo stress idrico si intensifica in varie regioni, è sempre più chiaro che il risparmio di un litro di acqua in un momento in cui l'acqua è abbondante non è così critico come un litro risparmiato in momenti in cui l'acqua è scarsa. Pertanto, abbiamo ritenuto opportuno dover affrontare il nostro uso dell'acqua in questo contesto di stress idrico locale.

Sebbene non esistano indicazioni scientifiche prevalenti sulla definizione degli obiettivi idrici in un contesto di spartiacque locale, abbiamo utilizzato strumenti e set di dati altamente rispettati e disponibili al pubblico, come l'Atlante sul rischio idrico dell'acquedotto del World Resources Institute, che ci aiutano a capire dove questo stress è massimo.

Sebbene non abbiamo stabilito ancora obiettivi globali per i fornitori in aree a basso e medio stress idrico, intendiamo continuare i nostri progressi tramite strutture apposite a tali contesti. Riconosciamo anche che lo stress idrico locale si evolverà, quindi prevediamo di aggiornare la classificazione almeno una volta ogni tre anni.

Quali sono i metodi che Levi's sta adottando nel suo processo di produzione per rispettare gli impegni proposti entro il 2025?

Continueremo a implementare ed espandere i programmi progettati per ridurre l'uso di acqua nella produzione. Questi includonosia il nostro programma di riciclo e riutilizzo dell'acqua (Recycle and Reuse): nell'ultimo anno abbiamo triplicato il numero di strutture di ricerca e sviluppo approvate e identificato cinque fabbriche di tessuti nelle aree di forte stress idrico; sia le nostre partnership con l'International Finance Corporation partnership for cleaner textiles (Ifc Pact) e il programma Clean by Design dell'Istituto Apparel Impact.

Fanno parte del programma anche le nostre attuali tecnologie Water Less, che possono ridurre significativamente la quantità di acqua che utilizziamo per lavare o rifinire i jeans, risparmiando non solo acqua, ma anche energia. Durante lo sviluppo di questa strategia, abbiamo consultato vari fornitori, ognuno dei quali ha sostenuto l'idea di stabilire obiettivi idrici contestuali che rispondano allo stress idrico locale. In futuro, i nostri esperti tecnici nel settore continueranno a lavorare con i fornitori per promuovere l'efficienza.

Inoltre, i fornitori sono già coinvolti, e profondamente investiti, nello sforzo di ridurre il consumo di acqua. Nelle regioni stressate dalla scarsità di acqua, i fornitori hanno iniziato a installare macchinari efficienti dal punto di vista idrico e a riciclare acqua, perché entrambi questi accorgimenti rappresentano investimenti forti e necessari per le loro attività.

Levi's cambierà le sue case di produzione, in termini di macchinari, manodopera, durante questo processo? Perchè?

Mireremo alla quantità totale di acqua utilizzata dai nostri fornitori per realizzare tessuti e indumenti. Ciò includerà l'acqua utilizzata per fabbricare prodotti di altre marche. Non possiamo limitarci solo all'acqua utilizzata per i nostri prodotti se vogliamo garantire il miglioramento delle condizioni ambientali intorno alle nostre strutture.

In definitiva, ciò che conta è l'impatto che la catena manifatturiera dell'abbigliamento ha sui bacini idrografici e le comunità che la supportano, non solo la quantità di acqua utilizzata per produrre i nostri prodotti. Vogliamo aiutare i nostri fornitori a diventare più efficienti e resistenti e a lasciare acqua più pulita per le comunità locali e l'ambiente.

Può spiegarci di più sul programma Water Less?

Per quanto ne sappiamo, siamo la prima azienda nel settore dell'abbigliamento a creare obiettivi contestuali per l’acqua per tutti i fornitori di livello uno e due, e tra i primi in qualsiasi settore a farlo. I nostri obiettivi originali di Water Less hanno invocato un approccio unico per poter crescere questo progetto a un ritmo ambizioso. I nostri nuovi obiettivi applicano un approccio contestuale per rispondere alle esigenze locali di spartiacque. Questo approccio orientato ai dati e orientato ai risultati consentirà un salto nella sostenibilità e nella resilienza della nostra catena di approvvigionamento e vogliamo estendere tale resilienza ai bacini idrografici e alle comunità a essi circostanti.

LS&Co. aiuterà tutti i suoi principali fornitori a ottenere la designazione Water Less entro il 2025 utilizzando strumenti e programmi come le già esistenti tecniche di Water

In che modo la nuova strategia per l'acqua si allinea all’approccio generale di Levi alla sostenibilità?

"Sappiamo tutti che l'acqua è forse la risorsa più critica del pianeta e che molti luoghi, compresi i paesi da cui proviene l'industria dell'abbigliamento, sono alle prese con le crisi idriche", ha affermato Liz O'Neill, vicepresidente esecutivo e presidente di LS & Co. prodotto globale, innovazione e catena di fornitura. "Questo annuncio è un esempio di ciò che la sostenibilità significa per noi ora: programmi innovativi, reattivi e scalabili che guidano l'impatto e ispirano l'azione collettiva per affrontare le questioni sociali e ambientali più urgenti per la nostra azienda, industria e pianeta."

Inoltre, nell'ambito della Water Action strategy, LS & Co. continuerà a ridurre la quantità di acqua necessaria per la coltivazione del cotone collaborando con organizzazioni come Better Cotton Initiative per implementare metodi agricoli migliori, mentre allo stesso tempo continuerà a esplorare l'uso di materie prime alternative come la canapa e le fibre rigenerate, le quali riducono la quantità di acqua utilizzata nella fase di coltivazione. LS&Co. continuerà anche il suo lavoro leader nel settore delle sostanze chimiche, che include non solo l'impegno di scarico zero di sostanze chimiche pericolose per il 2020, ma anche la revisione dei suoi protocolli per impedire l’immissione di sostanze chimiche pericolose nella catena di fornitura dell'abbigliamento. L'inquinamento idrico contribuisce allo stress idrico, quindi garantire che l'acqua sia pulita e sicura è importante quanto affrontare il consumo di acqua nelle fasi precedenti. Insieme all'aumento delle temperature medie globali, i cambiamenti climatici si stanno manifestando in modelli di precipitazioni alterati, siccità, inondazioni e tempeste che stanno aumentando in frequenza, gravità e durata e incidendo su aziende e comunità in tutto il mondo. Mentre la nostra strategia di azione per l'acqua adotta misure essenziali per rendere la nostra attività e le comunità più resistenti agli impatti dei cambiamenti climatici legati all'acqua, intraprendere azioni rapide per mitigare il cambiamento climatico è fondamentale per il nostro approccio alla sostenibilità.

Questo articolo è stato precedentemente pubblicato su FashionUnited.com

Immagini: per gentile concessione di Levi Strauss & Co.


          

Pierre Mantoux apre un corner all’interno de La Rinascente di Torino   

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Pierre Mantoux ha tenuto a battesimo un corner all’interno de La Rinascente di Torino, il department store che ha appena riaperto i suoi spazi interessati da una recente ristrutturazione.

“La Rinascente, proprio come Pierre Mantoux, rappresenta un marchio dell’eccellenza del made in italy nel mondo. E nasce proprio da questo presupposto una sinergia che dura ormai da oltre vent’anni e che per noi è un motivo d’orgoglio, oltre che una importante opportunità per comunicare i valori del brand a un pubblico raffinato e internazionale”, ha spiegato Chiara Ferraris, direttore commerciale dell’azienda.

Lo spazio della maison è situato al quarto piano e offre una selezione delle principali collezioni di Pierre Mantoux.

Pierre Mantoux è una family company che opera da più di 80 anni. Partita negli anni Trenta con l’Industria Lombarda Calze a Telaio, ha fatto la storia delle calze con il suo Velatissimo top stretch, la velata creata e venduta in 56 varianti di colore. L'azienda esporta i suoi prodotti in 50 paesi (il 60 per cento del fatturato viene prodotto all’estero) attraverso 250 punti vendita tra negozi, monomarca (Milano, Genova, Shenzhen, Taipei, Taichung), corner e shop in shop nei principali department store di lusso del calibro di Galeries Lafayette, Harvey Nichols, Slefridges La Rinascente, Bon Marché, Neiman Marcus, Shinsegae Isetan, Fenwick.

Foto: Pierre Mantoux, dall'ufficio stampa


          

Brexit, guerre tariffarie ed eco-moda guidano il cambiamento strategico alle "Big four fashion week"   

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ANALISINew York – Con quattro importanti settimane della moda (New York, Londra, Milano, Parigi) che si sono appena concluse, FashionUnited fa il punto della situazione per vedere come si stanno adattando a un'industria in continua evoluzione e un'economia politicamente complessa.

Gli investitori spesso si chiedono quanto siano importanti questi eventi costosi e occasionali in un'epoca in cui il modo in cui le persone acquistano e connettono con i marchi è drammaticamente cambiato. Una sfilata di moda in una delle principali settimane può facilmente costare da 300.000 dollari a 1 milione di dollari, una volta presi in considerazione i costi di modelli, scenografia, illuminazione, suono e tutti gli altri elementi. Per coloro che investono in aziende di moda, potrebbe essere davvero difficile vedere l’utile sul capitale investito.

Nyfw: più breve, più tecnologica e rinnovata attenzione sui designer internazionali

Le due settimane della moda newiorchesi tenute annualmente a febbraio e settembre rappresentano ogni anno quasi 900 milioni di dollari di impatto economico, secondo l'analisi del New York Economic Development corporation.

La settimana della moda di New York langue negli ultimi anni, come hanno notato gli esperti dell'industria, a causa di una stagione che ha segnato un cambiamento ideologico e di deisgner che hanno messaggi più profondi. Il "Wall Street Journal" sottolinea come l’opposizione ai pregiudizi culturali, all'esperienza di essere neri in America, la celebrazione dei corpi sinuosi e ogni età della donna siano stati tutti i temi principali quest'anno.

Nel frattempo, sia le prime file, sia il backstage hanno fatto eco a preoccupazioni riguardo a come le tariffe commerciali e le crescenti tensioni tra gli Usa e la Cina, Brexit e i cambiamenti comportamentali economici da parte dei consumatori possano influenzare il settore.

Come spiegato dall'esperto del settore Cameron Silver (fondatore di Decades and fashion director di H by Halston e H Halston) in un'intervista a Forbes, “La Nyfw e l'industria della moda in generale sono nel mezzo di una crisi esistenziale. Il modo in cui le giovani generazioni consumano in un'economia condivisa pone enormi sfide e le sfilate di moda interessano più i consumatori come facevano una volta. Le connessioni viscerali con le fashioniste sono attualmente uno dei modi più efficaci per creare relazioni transazionali. I consumatori vogliono conoscere i creatori degli articoli che acquistano e i social media hanno creato una piattaforma che offre trasparenza e accesso ".

Londra: la Brexit domina tutti i discorsi dietro le quinte

L'industria della moda vale oltre 32 miliardi di sterline per l'economia del Regno Unito. Fonti ufficiali sottolineano che la London fashion week (Lfw) genera 100 milioni di sterline in ordini di abbigliamento su base annuale e impiega una forza lavoro internazionale che comprende oltre 10,000 dipendenti europei.

Questo è esattamente il motivo per cui la Brexit rappresenta un rischio reale. Se non viene raggiunto alcun accordo, fonti di mercato anticipano un esodo di designer (il 90 per cento dei deisgner ha votato per rimanere nell’Ue, come ricorda l’ “Indipendent"). Inoltre, il British Fashion council (Bfc) afferma che gli aumenti di tariffa sui produttori, tessuti e importazioni potrebbero costare all'industria 900 milioni di sterline.

Parigi:

Durante il calvario di 9 giorni (Parigi è la settimana della moda più lunga tra le quattro principali), le fonti di mercato calcolano in media 10.3 miliardi di euro di vendite. Secondo la Fédération De La Haute couture et de la mode, la settimana della moda di Parigi è una forza trainante nell'economia della capitale francese, con 1.2 miliardi di euro generati all’anno.

Oltre 300 sfilate si svolgono ogni anno e vi si tengono 27 fiere professionali con oltre 14000 espositori. La metà dei marchi presenti sono stranieri, mentre qusta percentuale sale fino al 75 percento per i marchi presenti alle fiere.

Milano: il "made in Italy" genera oltre 37 milioni di euro per stagione

I dati disponibili al pubblico mostrano che, sebbene la settimana della moda di Milano attiri meno visitatori di Parigi, New York e Londra, questi spendono in media di più rispetto agli altri eventi, con quasi 2,000 euro di spesa individuale. Ciò significa che l'economia locale aggiunge circa 37 milioni di euro a stagione.

In particolare, la piattaforma di ecommerce business to consumer di Alibaba Group, Tmall, ha portato i designer cinesi emergenti all'ultima edizione della settimana della moda di Milano, per continuare a lanciare il suo progetto "China Cool" nelle capitali della moda nel mondo. Tmall collabora con la New York fashion week dal 2017, ma questa è la prima volta che è in passerella a Milano, uno degli appuntamenti più attesi del settore della moda in tutto il mondo, ha affermato Christina Fontana, direttrice di Fashion and Luxury Europe presso l’Alibaba group.

Miuccia Prada è stata la prima a percorrere la passerella di Milano, impostando il tono della fashion week italiana: inclusione, eco-coscienza e una priorità dello stile rispetto alle tendenze sono al centro della visione del colosso della moda italiana. Come evidenziato da "The Guardian", Prada ha aperto lo show mostrando di avere un nuovo modo di pensare.

L'evento si tiene dal 1958 e ogni stagione attira oltre 22.000 visitatori. I principali marchi italiani sono a capo dell'evento, ma anche i designer emergenti hanno l'opportunità di promuovere i loro marchi.

Immagini: Charlie Kwai. Crediti: Bora Aksu, London Fashion Week Official.


          

Chi è Carola Rackete, la tedesca che sfida Salvini con la Sea Watch 3   

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Caso Sea Watch 3, ci risiamo. “In fondo sono solo 42 disperati, facciamoli sbarcare!”. Oggi 42, ieri 20, l’altro ieri 30, domani 50. Ormai abbiamo superato abbondantemente quota 700mila sbarchi da quando è crollato il regime di Gheddafi in Libia, per volere di Sarkozy al fine di nascondere i suoi affari col dittatore libico e per permettere alle multinazionali francesi di mangiarsi gas e petrolio libico. Vediamo chi è Carola Rackete, la capitana della Sea Watch 3 che sta sfidando “il capitano” Matteo Salvini (come viene chiamato dai suoi sostenitori, sempre più numerosi forse non a caso). Ma anche perché la Sea Watch 3 non si è rivolta a Tunisi o a La Valetta, ancora più vicine di Lampedusa.

FONTE  »  sea watch 3 carola salvini lampedusa
Chi è Carola Rackete, la tedesca che sfida Salvini con la Sea Watch 3

          

Il parrocchetto: bestia verde che minaccia la Puglia   

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Insetti crudeli, ragni anomali, suini completamente fuori controllo... Di tutti gli allarmi animali lanciati negli ultimi anni, si tratta certamente del più grazioso. Eppure non c'è molto da scherzare o ridere sulla segnalazione fatta verso l'inizio della settimana da Savino Muraglia, presidente della Coldiretti Puglia. Mirante a rendere esplicito per l'opinione pubblica un fatto di cui molti, per una ragione o per l'altra, avevamo mancato di prendere coscienza: che l'Italia è sotto assedio da qualcuno che proviene da lontano, e quel qualcuno possiede un becco arancione chiaro, piccole ali color giungla equatoriale e un ventre tendente al giallo chiaro. L'essere il cui verso ebbe modo di risuonare libero nei nostri cieli ormai da circa 10 anni, prima che la sua leggendaria capacità di proliferazione gli permettesse di moltiplicarsi a dismisura, occupando nicchie ecologiche le quali, del tutto a nostra insaputa, erano state modellate dalla tropicalizzazione climatica in modo perfettamente idoneo al suo bisogno. Myiopsitta monachus, il pappagallo quacchero o secondo un altro metodo di denominazione, altresì detto parrocchetto Napoleone. La cui espressione

FONTE  »  animali uccelli pappagalli puglia
Il parrocchetto: bestia verde che minaccia la Puglia

          

Settimana mondiale della sicurezza stradale   

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Inizia domani e si concluderà il 12 maggio la settimana di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale: secondo le statistiche OMS ogni anno abbiamo 1.350.000 incidenti fatali ed il numero di morti continua a crescere. Si tratta di una delle prime cause di morte per i bambini ed i giovani tra i 5 ed i 29 anni: una strage in ampia misura prevenibile con l'adozione delle necessarie precauzioni. La ricorrenza viene celebrata ogni due anni e quella che inizia domani ne è la quinta edizione: la sensibilizzazione si propone di rendere ogni persona capace di gestire al meglio le proprie esigenze di sicurezza sulla strada, attraverso messaggi capillarmente diffusi nelle scuole e nei media relativi ai rischi della strada ed alle precauzioni necessarie per prevenirli o minimizzarne le conseguenze.

FONTE  »  oms sicurezza stradale
Settimana mondiale della sicurezza stradale

          

Benetton premia i suoi dirigenti   

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Era il 14 Agosto 2018 quando crolla una parte del viadotto del Polcevera, meglio conosciuto come ponte Morandi, causando la morte di 43 persone, e 14 feriti,più nella zona sottostante, dovettero abbandonare le proprie abitazioni, più di 600 persone.Atlantia è la società che ha in gestione il tratto autostradale crollato, ed è controllata dalla famiglia Benetton,che viene accusata di mancati controlli e manutenzione.Ma l'azienda malgrado il disastro, chiude il 2018 con un bilancio economico in positivo,e in barba al rispetto per le vittime e i suoi cari premia i suoi dirigenti con dei bonus milionari...

FONTE  »  benetton pontemorandi
Benetton premia i suoi dirigenti

          

Perchè il Tav viene tanto contestato   

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Questo continuo braccio di ferro ha fatto sì che i lavori si fermassero più volte, in base ai governi in carica. Sebbene in linea di massima, i governi succedutisi in tutti questi anni, siano stati tutti pro-Tav. Del resto, lo scatto decisivo per l’avvio dei lavori ci fu nella prima metà anni 2000, quando al Governo c’era Berlusconi (ancora oggi convinto sostenitore del progetto) e Romano Prodi fungeva da Commissario europeo. Sono tanti gli italiani che si stanno ponendo questa domanda. Da anni. Visto che di questa opera si parla da circa un quarto di secolo e i lavori sono pure iniziati. Ma è continuamente oggetto di scontri verbali e fisici in parlamento, nei programmi televisivi e nel cantiere stesso. Di seguito vediamo cos’è il tav, la sua storia e le ragioni del sì e del no.

FONTE  »  tav m5s lega torino lione piemonte
Perchè il Tav viene tanto contestato

          

Le opinioni degli utenti dei mezzi pubblici a #Roma sulla (non) lotta all'evasione di #Atac   

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Chi paga l’evasione sugli autobus? Le opinioni degli utenti del trasporto pubblico di Roma: Comunque, questo articolo fa capire, sia pure implicitamente, perchè all'ATAC non interessa poi più di tanto combattere l'evasione tariffaria - Diciamo pure che l'ATM di Milano è ben altra cosa rispetto all'ATAC. E' un'azienda molto seria e professionale, e con il bilancio a posto, senza la valanga di debiti "ataccara" - C'è poi un altro aspetto da considerare, che non viene mai detto nè valutato C'è poi un altro aspetto da considerare, che non viene mai detto nè valutato. Si deve viaggiare obbligatoriamente sui mezzi pubblici con un titolo di viaggio valido anche per una questione assicurativa: il titolo di viaggio, infatti, è a tutti gli effetti un contratto di trasporto con inclusa un'assicurazione in caso di incidenti, alla quale non si ha diritto se si viaggia a sbafo.

FONTE  »  atac roma trasporto pubblico
Le opinioni degli utenti dei mezzi pubblici a #Roma sulla (non) lotta all

          

#Roma: #MetroE e #MetroF, i comitati scrivono: tradito il PUMS   

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È un post durissimo quello pubblicato dai comitati sul futuro dei trasporti pubblici di Roma. Oggetto del contendere il PUMS, quel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile che – ascoltato il parere e le proposte dei cittadini – dovrebbe tracciare il futuro della mobilità capitolina in base a un’impostazione partecipativa. A denunciare quello che viene chiamato con un po’ di enfasi ‘il tradimento del PUMS’ è Salviamo la Metro C, comitato che si batte da tempo per far sviluppare ‘il ferro’ di Roma. Per orientarsi in questa complicata matassa fatta di progetti, prospetti e buone intenzioni, bisogna partire dallo Scenario di Piano del trasporto pubblico capitolino. Ovvero il documento che racconta i progetti che verranno finanziati da qui ai prossimi 10 anni. A dicembre Radiocolonna aveva raccontato la storia della sparizione dal piano del prolungamento della Metro B1 fino a Bufalotta. Votato in massa sul PUMS ma escluso dal prospetto. Ora Salviamo la Metro C denuncia la sparizione dallo Scenario di altre due progetti: la Linea e la Metro F.

FONTE  »  atac roma trasporto pubblico
#Roma: #MetroE e #MetroF, i comitati scrivono: tradito il PUMS

          

VIOLENZA DOMESTICA: ALLONTAMENTO DA CASA PER IL GENITORE CHE HA COMMESSO IL FATTO ANCHE PER IPOTESI LIEVISSIME   

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La Corte Costituzionale con la sentenza n. 236 del 14 dicembre 2018 ha dichiarato illegittima la norma che attribuisce al Giudice di Pace la competenza sul reato, tentato o consumato, di lesioni volontarie lievissime in danno del #figlio naturale, in tal modo introducendo nel nostro sistema, la possibilità che il Tribunale possa ordinare l’allontanamento dalla casa familiare anche di chi è indagato o imputato di lesioni volontarie nei confronti di figli naturali, di discendenti e ascendenti in generale, nonché del coniuge, anche separato o divorziato, dell’altra parte dell’unione civile, anche cessata, del convivente in modo stabile con cui ha un rapporto affettivo. Ma procediamo con ordine: è necessario premettere il quadro normativo in cui si colloca la questione di costituzionalità, che è fatto di plurimi rinvii e richiami, formali e non già materiali, di disposizioni, si da risultare, nel complesso, alquanto tortuoso. La questione viene posta dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Teramo che, all’udienza ex art. 409, comma 2 e 411 c.p.p., è chiamato a pronunciarsi in ordine all’imputazione del reato di lesioni volontarie di un genitore in danno del figlio naturale con conseguente malattia di durata non superiore a venti giorni, reato previsto dall’art. 582, comma 2 c.p. aggravato ex art. 585, comma 1 c.p., stante il concorso di una delle circostanze aggravanti previste dall’art. 577 c.p. e segnatamente quella prevista dal numero 1) del primo comma, per essere stato il fatto commesso nei confronti del discendente. In particolare, secondo il Giudice rimettente, quanto alla questione di non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale, osserva che la disposizione contenuta nell’art. 582 del codice penale, limitatamente alle fattispecie di cui al secondo comma perseguibili a querela, non prevedendo l’esclusione della competenza per materia del giudice di pace anche in relazione al reato di lesioni perseguibili a querela, commesso in danno del figlio naturale, e invece contemplandola, per lo stesso reato in danno del figlio adottivo, confliggerebbe con l’art. della Costituzione per violazione del principio di uguaglianza e per intrinseca irragionevolezza; infatti, soltanto le condotte consumate dal genitore nei confronti del #figlio adottivo già di competenza del giudice di pace, sono divenute di competenza del tribunale ordinario e non anche quelle consumate in danno del figlio naturale, pur trattandosi di fattispecie connotate da uno stesso disvalore sociale e ispirate ad una ratio del tutto sovrapponibile. Inoltre, la disposizione censurata irragionevolmente comporterebbe che, se il reato di lesioni personali «lievi» (in realtà lievissime ex art. 582, secondo comma, cod. pen.) è commesso in danno del figlio adottivo, risulta compreso tra le fattispecie di cui all’art. 282-bis, comma 6, del codice di procedura penale, il quale consente l’applicazione della misura «dell’#allontanamento dalla casa familiare», anche al di fuori dei limiti di pena previsti dall’art. 280 cod. proc. pen.; mentre, là dove la medesima condotta risulti posta in essere in danno di un discendente, qual è il figlio naturale, sussistendo la competenza del giudice di pace, deve escludersi l’applicabilità della citata misura cautelare personale, ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera c), del d.lgs. n. 274 del 2000. Sussisterebbe, altresì, la violazione dell’art. 24 Cost., perché la disposizione censurata determina un pregiudizio per i diritti dell’indagato, costituito dalla oggettiva impossibilità per il giudice di adottare un provvedimento ex art. 131-bis cod. pen. per la lieve entità del fatto, trovando applicazione l’art. 4, comma 1, lettera a), del d.lgs. n. 274 del 2000, nella parte in cui, per il reato di lesioni «lievi» in danno del figlio naturale, individua quale giudice competente per materia il giudice di pace, impossibilitato a definire il procedimento con un provvedimento di archiviazione ai sensi dell’art. 131-bis citato. La Corte Costituzionale ha quindi preliminarmente sottolineato come l’art. 577 del codice penale, richiamato, limitatamente al secondo comma, dall’art. 582 contenente la disposizione censurata dal Giudice remittente, è stato modificato dall’art. 2 della legge 11 gennaio 2018, n. 4 (Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici), che costituisce ius superveniens rispetto all’ordinanza di rimessione. In particolare, la disposizione sopravvenuta prevede che all’art. 577 cod. pen. «sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, numero 1), dopo le parole “il discendente” sono aggiunte le seguenti: “o contro il coniuge, anche legalmente separato, contro l’altra parte dell’unione civile o contro la persona legata al colpevole da relazione affettiva e con esso stabilmente convivente”; b) al secondo comma, dopo le parole: “il coniuge” sono inserite le seguenti: “divorziato, l’altra parte dell’unione civile, ove cessata”». Risulta così ampliato l’elenco dei soggetti (persone offese) indicati dalla disposizione richiamata dalla norma censurata per includere per alcuni (art. 577, secondo comma) o, all’opposto, escludere per altri (art. 577, primo comma, numero 1) il reato di lesioni lievissime dalla competenza del giudice di pace, rimanendo tuttavia invariata la censurata regola di competenza quanto al reato di lesioni lievissime in danno rispettivamente del figlio naturale e del figlio adottivo, sicchè, la questione di legittimità costituzionale sollevata, non risulta affatto modificata e merita di essere approfondita. Per farlo, bisogna prendere le mosse dall’art. 4, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell’articolo 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468), come modificato dall’art. 2, comma 4-bis, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 (Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province), convertito, con modificazioni, nella legge 15 ottobre 2013, n. 119. Il censurato art. 4 cit. dispone, nella parte che qui rileva, prevede che il giudice di pace è competente: «a) per i delitti consumati o tentati previsti dagli articoli 581, 582, limitatamente alle fattispecie di cui al secondo comma perseguibili a querela di parte, ad esclusione dei fatti commessi contro uno dei soggetti elencati dall’articolo 577, secondo comma, ovvero contro il convivente [...]». Pertanto, prima della modifica della regola di competenza contestata dal giudice rimettente, le lesioni lievissime in danno del figlio naturale e quelle in danno del figlio adottivo avevano lo stesso trattamento sostanziale (quanto alla ricorrenza della circostanza aggravante) e processuale (quanto alla competenza): se punite a querela, per essere la malattia non superiore a venti giorni, era competente sempre il giudice di pace. È stata solo la legge di conversione a modificare tale regola di competenza. Infatti, le parole «ad esclusione dei fatti commessi contro uno dei soggetti elencati dall’articolo 577, secondo comma», nei cui confronti si appuntano le censure del giudice rimettente, sono state inserite, nella disposizione del citato d.lgs. n. 274 del 2000, dalla legge n. 119 del 2013, di conversione del d.l. n. 93 del 2013. Tale decreto-legge reca un complessivo intervento normativo di repressione della #violenza di genere, in sintonia peraltro con la pressoché coeva ratifica, ad opera della legge 27 giugno 2013, n. 77, della #Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l’11 maggio 2011. È di tutta evidenza che il decreto-legge ha avuto come scopo principale quello di contrastare in modo più incisivo la violenza di genere, ossia le condotte violente poste in essere nell’ambito di contesti familiari o comunque affettivi, rafforzando la tutela delle vittime considerate più vulnerabili, quali le donne. Tra le novità di maggior rilievo recate dal D.L. n. 93 del 2013 vi è, per ciò che qui interessa, la modifica dell’art. 282-bis cod. proc. pen., disposizione questa introdotta nel codice di rito dall’art. 1 della legge 4 aprile 2001, n. 154 (Misure contro la violenza nelle relazioni familiari) con la previsione di una speciale misura cautelare personale: l’allontanamento dalla casa familiare che, tuttavia, continuava a restare fuori dagli ambiti di applicabilità dei reati per i quali era prevista la competenza del Giudice di pace, come appunto le lesioni volontarie lievissime perseguibili a querela. A ciò ha rimediato la legge di conversione n. 119 del 2013 modificando la regola di competenza (art. 4, comma 1, lettera a) sì da portare nella competenza del tribunale ordinario anche i reati di lesioni volontarie lievissime che prima erano esclusi. All’art. 2 del decreto-legge è stato aggiunto il comma 4-bis che ha sottratto alla competenza del giudice di pace il reato di lesioni lievissime nel concorso della circostanza aggravante prevista dall’art. 585 cod. pen. per essere i fatti commessi contro uno dei soggetti elencati dall’art. 577, secondo comma, cod. pen. Nel 2013, con il Dl n. 93 convertito nella legge n. 119, il legislatore ha voluto elevare il livello di repressione della violenza domestica prevedendo una serie di misure, compresa quella di trasferire il reato di lesioni lievissime – considerato un reato-spia di violenze più gravi e abituali - dalla competenza del giudice di pace a quella del Tribunale, rendendo così possibile l'adozione di un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare, interdetta al giudice di pace essendo una misura cautelare personale. Inspiegabilmente, però, dalla competenza del giudice ordinario è rimasto escluso il reato di lesioni lievissime contro il figlio naturale. Il che ha creato un regime differenziato rispetto al figlio adottivo, ritenuto dalla Corte costituzionale irragionevole oltre che lesivo del principio di uguaglianza, e quindi discriminatorio. Da una parte, è violato il principio di eguaglianza non essendo giustificato il diverso trattamento processuale riservato al reato di lesioni volontarie secondo che il fatto sia commesso rispettivamente in danno del figlio naturale o del figlio adottivo, stante lo stesso stato di figlio nell’uno e nell’altro caso e quindi il carattere discriminatorio della differenziazione. D’altra parte, non si rinviene alcuna ragione, quale che sia, della mancata inclusione anche del reato di lesioni volontarie commesso in danno del figlio naturale tra quelli che, già di competenza del giudice di pace, sono stati trasferiti alla competenza del tribunale ordinario per innalzare il livello di contrasto a tali episodi di violenza domestica, con conseguente manifesta irragionevolezza della disciplina differenziata. Sotto il profilo civilistico, d’altronde, vi è piena assimilazione dello status di figlio naturale con quello di figlio adottivo: l’art. 315 cod. civ., novellato dall’art. 1, comma 7, della legge n. 219 del 2012 (Revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione), ha ridefinito la condizione di filiazione, prevedendo in generale, che tutti i figli (naturali, legittimi e adottivi) hanno lo stesso stato giuridico. Secondo la Corte, anche per i figli naturali la competenza deve spettare al giudice monocratico, con tutte le conseguenze che questo mutamento di competenza comporta sul piano del regime sostanziale (pene, riti alternativi ecc.). Peraltro, la dichiarazione di incostituzionalità produce anche un effetto estensivo rispetto ad altri soggetti vittime di violenza domestica, con il risultato di rafforzarne la tutela. La competenza del giudice di pace sul reato di lesioni lievissime contro il figlio naturale escludeva, in sé, la possibilità dell'allontanamento dalla casa familiare in via cautelare, poiché il giudice di pace non può disporre misure cautelari personali, neppure nei casi di urgenza. Con il passaggio della competenza al Tribunale, invece, l'allontanamento sarà possibile, così come diventerà più rigido il regime sostanziale penale, fatta salva la possibilità del giudice, in caso di tenuità del fatto, di applicare la corrispondente causa di non punibilità. Le conseguenze dell'illegittimità della norma impugnata sono state estese anche ai casi di lesioni volontarie lievissime nei confronti degli ascendenti e dei discendenti. Analoga, ulteriore estensione è stata disposta quando la violenza è rivolta al coniuge, anche se separato o divorziato, all'altra parte dell'unione civile, ancorché cessata, alla persona legata al colpevole da un rapporto affettivo e con lui convivente in modo stabile. In definitiva la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, lettera a), del Dlgs 28 agosto 2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace), come modificato dall'art. 2, comma 4-bis, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 (Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere), convertito, con modificazioni, nella legge 15 ottobre 2013, n. 119, nella parte in cui non esclude dai delitti, consumati o tentati, di competenza del giudice di pace anche quello di lesioni volontarie, previsto dall'art. 582, secondo comma, del codice penale, per fatti commessi contro l'ascendente o il discendente di cui al numero 1) del primo comma dell'art. 577 cod. pen.; ed, in via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), l'illegittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, lettera a), del d.lgs. n. 274 del 2000, nella parte in cui non esclude dai delitti, consumati o tentati, di competenza del giudice di pace anche quello di lesioni volontarie, previsto dall'art. 582, secondo comma, cod. pen., per fatti commessi contro gli altri soggetti elencati al numero 1) del primo comma dell'art. 577 cod. pen., come modificato dall'art. 2 della legge 11 gennaio 2018, n. 4 (Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici). @Produzione Riservata Studio Legale Gelsomina Cimino www.studiolegalecimino.eu

FONTE  »  gelsomina cimino avvocato cimino
VIOLENZA DOMESTICA: ALLONTAMENTO DA CASA  PER IL GENITORE CHE HA COMMESSO IL FATTO ANCHE PER IPOTESI LIEVISSIME

          

La sexta Bota de Oro de Leo Messi, el 16 de octubre   

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La entrega de la Bota de Oro a Leo Messi, ganada gracias a sus 36 goles en la pasada Liga, ya tiene fecha. Será el próximo miércoles 16 de octubre (13.00 horas) y se celebrará, como viene siendo habitual, en la antigua fábrica de Estrella Damm....

          

¿De la teoría a la práctica o de la práctica a la teoría?   

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“No hay nada tan práctico como una buena teoría” (Kolb)

¿Cuál es la mejor manera de formarse como docente? Está claro que la respuesta a esta pregunta es bastante compleja y también es verdad que no hay una varita mágica que nos convierta de repente en unos grandes profesionales de la educación. Como toda profesionalización, se trata de un proceso gradual para el que es necesario adquirir no sólo unas herramientas básicas que nos permitan actuar como docentes de una manera digna, sino también estrategias para ir desarrollando en profundidad las competencias que se requieren en esta profesión. Un profesional es competente porque manifiesta conductas que expresan la existencia de conocimientos y habilidades que le permiten resolver adecuadamente los problemas que plantea la profesión; y además porque siente y reflexiona sobre la necesidad y el compromiso de actuar en correspondencia con sus conocimientos, habilidades, motivos y valores, con flexibilidad, dedicación y perseverancia, en la solución de los problemas que de él demanda la práctica profesional (Esteve, Melief & Alsina, 2010).

En este proceso aplicado al aprendizaje de la enseñanza, la persona que se inicia como docente no es desconocedora de la profesión. En su vida como alumno ha tenido ya muchas experiencias que han ido forjando su imagen sobre lo que significa enseñar y aprender. Por este motivo, no podemos entender la formación como un proceso acumulativo de nuevos conocimientos que vienen de fuera, sino como un desarrollo integral de uno mismo, un desarrollo fruto de la interacción entre lo propio, lo nuevo y lo ajeno; es decir, como constante proceso de reelaboración de las propias ideas y maneras de ver las cosas (Korthagen, 2001). Ello significa que la persona que se forma lo hace dando significado a unos contenidos, y no recibiendo esos contenidos ya impregnados de significado. Esta perspectiva lleva indefectiblemente a replantear los parámetros de la formación, en los términos que se describen a continuación.

Desde el paradigma realista para la formación del profesorado subyacente al aprendizaje reflexivo, se considera necesario incidir más en competencias y capacidades de desarrollo profesional como las que apunta Camps (2009: 12-14):

  • Capacidad de análisis crítico
  • Capacidad de reflexión dialógica
  • Capacidad de lectura comprensiva de textos de referencia
  • Capacidad de observación de la propia práctica docente
  • Capacidad de escritura introspectiva
  • Capacidad de cuestionamiento personal y de resolución de problemas
  • Capacidad de aprender a aprender
  • Capacidad investigadora

En los modelos ligados a este paradigma no se trata de ‘enseñar al profesorado a enseñar’, sino de ‘ayudar al profesorado a construir una propia teoría de la práctica’, y ello de manera fundamentada. De ahí la necesidad de desarrollar las competencias sistémicas como las de reflexión e indagación.

La incorporación de una formación más competencial en el sentido descrito conlleva un giro copernicano en lo que a la relación entre teoría y práctica se refiere en tanto que necesita de una vinculación mucho más estrecha y significativa entre la práctica docente y el conocimiento científico vinculado a la misma. Efectivamente, desde el resultado de las investigaciones más actuales en procesos de formación del profesorado (Korthagen, 2001) parece que un modelo de formación basado en la transmisión de conocimiento para ponerlo luego a la práctica –un modelo todavía muy extendido en muchos países- aporta muy poco al cambio cualitativo que se espera de la persona en proceso de formación. La teoría, es decir, los contenidos, conforman el eje central del adiestramiento y su aplicación práctica queda subordinada a la misma, cuando es en definitiva lo que más necesita el docente en su práctica profesional. La consecuencia más inmediata de la aplicación de este modelo es que el (futuro) docente no llega a establecer un vínculo entre lo que percibe en la realidad del aula y lo que proviene del saber teórico.

De ahí la importancia de incorporar modelos de formación más ligados a la realidad, que partan de la práctica y de la profesionalización. En este tipo de paradigma formativo, el núcleo central lo conforma el proceso de reestructuración de la experiencia a partir del planteamiento de preguntas de indagación, la reflexión sistemática y el contraste entre las propias ideas con las de otros iguales y con los saberes científicos. De esta manera, se pueden crear vínculos significativos con conocimientos de tipo teórico, pero teniendo siempre presente que la naturaleza de una teoría relevante para la práctica es completamente diferente de la del saber teórico en el sentido tradicional.  No se trata de un conocimiento conceptual (Teoría “con mayúscula”), sino de uno perceptual (teoría “con minúscula”). Esta última equivale a la conceptualización que puede llegar a elaborar el propio sujeto en formación a partir de la reflexión sobre sus experiencias, y que progresivamente se va contrastando con el saber teórico más elaborado. A partir de esta contraposición, que nace del propio sujeto y tiene lugar en él, se construye un nuevo conocimiento que se convertirá a su vez en nuevo objeto de reflexión. Se inicia así una serie de procesos cíclicos en los cuales los nuevos saberes entran en conexión con saberes ya interiorizados y construidos por el propio sujeto. De esta manera se consigue una relación significativa entre práctica y teoría como una relación simbiótica que deberá ayudar en el proceso de desarrollo profesional.

¿Qué consecuencias tiene este planteamiento para la estructura y la planificación de programas de formación inicial y continua?

¿Cómo pueden ayudar los saberes teóricos en el complejo proceso de construcción de una ‘teoría de la práctica’?

¿Cuál es el momento ideal para incorporar la T (Teoría)?

Invitamos al lector o lectora a leer el artículo adjunto de Lampert y a reflexionar sobre el vínculo teoría y práctica en los programas de formación.

Referencias:

Camps, Anna (2009). Reflexions i propostes sobre la formació inicial i permanent del professorat. ARTICLES de Didàctica de la Llengua i la Literatura, 49, 7-19.

Esteve, O.; Melief, K. y Alsina, A. (2010). Creando mi profesión. Una propuesta para el desarrollo profesional del profesorado. Barcelona: Octaedro.

Korthagen, F. (2001). Linking Practice and Theory. The Pedagogy of Realistic Teacher Education. London: Lawrence Erlbaum Associates.

Lampert, M. (2009). Learning Teaching in, from and for Practice: What do we mean?  Journal of Teacher Education, XX(X), 1-14.

 

Artículo publicado en el blog de Práctica Reflexiva, bajo licencia Creative Commons.

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