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Nasce #BarettoOnAir, gli artisti cantano (live) da casa: l'iniziativa a Porto Ferro   

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CAGLIARI. "Restando a casa non ci possiamo fermare. Non ci dobbiamo fermare. E noi del Baretto vogliamo reagire alla situazione con tutte le nostre forze". Con queste parole gli organizzatori del Baretto di Porto Ferro hanno annunciato con un post nella pagina Facebook del locale la loro iniziativa che porta l'hashtag #ilBarettoOnair. Il progetto prevede una programmazione live, due giorni alla settimana, di artisti che si esibiranno tra le quattro mura delle loro case. Libera scelta sulla performance viene affidata al musicista che può decidere se fare un'esibizione in streaming, mandare un video montato, eseguire un solo brano o più canzoni. "Siamo partiti dalla fantastica iniziativa di Angela Colombino #musicachenonsiferma e, quasi per caso, abbiamo letto un post di Donato Cherchi che si proponeva di suonare in streaming... Allora ci è venuta un'idea: il Baretto è chiuso (fisicamente), ma vuole continuare a fare e promuovere la musica, quella vera, quella fatta da artisti che hanno qualcosa da dire".  

La rassegna virtuale è partita con un live degli Ok Ba mercoledì 1 aprile e anche se sullo sfondo del set non c'era il mare della spiaggia di Porto Ferro, si è percepita la volontà di stare uniti e farsi forza nonostante il coronavirus. Così come spiegano gli organizzatori: "Siamo chiusi e in stand-by con la programmazione dei live, come tutti quelli che fanno il nostro lavoro. Sono fermi anche tutti gli artisti, costretti ad annullare date già fissate. Siamo esattamente tutti nella stessa condizione: sulla stessa barca, in un mare in tempesta. Però è inutile lamentarci, a chi giova?". Tra i musicisti che parteciperanno all'iniziativa artisti sardi e dalla Penisola: Moses, Carlo Doneddu, Angela Colombino, Mowman, Forelock, Nanni Groove, Spacca il Silenzio, Andrea Cubeddu, Irene Loche, Mobili Trignani, Shelf, Miss Vaitea, Matu Y Pandilla, Veronica Sbergia e Max De Bernardi.


          

La Commissione europea aggiorna il Quadro Temporaneo per gli aiuti di Stato a supporto dell’economia durante il COVID-19   

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INTRODUZIONE  ELENCO DELLE NUOVE MISURE CONTEMPLATE DALL’EMENDAMENTO DELLA COMMISSIONE  MODIFICHE AL QUADRO DI MISURE GIÀ ESISTENTI   1.            ...
          

Affidamento, alla Società Sapio Life s.r.l., ai sensi dell’art. 36 comma 2 lett. a) del D.Lgs. 50/2016 e s.m.i.,della fornitura di n° 40 dispositivi whisperswvel per NIV-CPAP per un importo di € 878,40 iva inclusa, necessaria per farfronte all’emergenza “COVID- 19”.CIG: Z2C2C9F728   

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CIG o Numero Gara Z2C2C9F728 Oggetto Affidamento, alla Società Sapio Life s.r.l., ai sensi dell’art. 36 comma 2 lett. a) del D.Lgs. 50/2016 e s.m.i.,della fornitura di n° 40 dispositivi whisperswvel per NIV-CPAP per un importo di € 878,40 iva inclusa, necessaria per farfronte all’emergenza “COVID- 19”.CIG: Z2C2C9F728 Documento DD n° 217 del 06.04.2020 Descrizione […]
          

Exportoverzicht uien t/m week 11   

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Mark Rutte op bezoek bij DLG en Lievaart   

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Tholen – Gisteren bracht minister-president Mark Rutte een bezoek aan twee transportondernemers in het Westland. Rutte benadrukte bij zijn bezoek het vitale belang van de logistieke sector voor het bevoorraden van de supermarkten en ziekenhuizen maar had ook oog voor de harde klappen die er vallen bij…
          

Mancati controlli sanitari al porto di Messina, Laganga: "È stato un disguido"   

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Mancati controlli sanitari al porto di Messina, Laganga: "È stato un disguido"Nonostante le dirette infuocate e gli attacchi a Governo e Regione firmati dal sindaco De Luca, a Messina continuano a registrarsi pochi controlli nei confronti di chi sbarca . “Riscontriamo passi indietro...
          

Lipari, Regione finanzia messa in sicurezza del porto di Sottomonastero/Pignataro   

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Porto di LipariSarà finalmente messo in sicurezza il porto di Sottomonastero/Pignataro a Lipari , nel Messinese. Il governo Musumeci ha infatti destinato 280mila euro necessari per terminare i lavori di consolidamento...
          

Nuova ordinanza di De Luca nella notte: un permesso per attraversare Messina   

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Cateno De Luca ieri sera al porto di MessinaAlla fine ha deciso di bruciare le tappe e non aspettare più i tempi di attesa della decisione del ministero dei Trasporti, a tutela della salute della comunità messinese. Il sindaco di Messina, Cateno...
          

Un vaccino candidato per la SARS-CoV-2   

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Un vaccino candidato per la SARS-CoV-2

Gli scienziati della School of Medicine dell'Università di Pittsburgh hanno annunciato un potenziale vaccino contro la SARS-CoV-2, il nuovo coronavirus che causa la pandemia di COVID-19. Quando testato sui topi, il vaccino, somministrato attraverso un cerotto grande come un dito, produce anticorpi specifici per SARS-CoV-2 in quantità ritenute sufficienti per neutralizzare il virus.

L'articolo è apparso di recente su EBioMedicine e pubblicato da The Lancet. (1)

«Abbiamo avuto esperienze precedenti su SARS-CoV nel 2003 e MERS-CoV nel 2014. Questi due virus, che sono strettamente correlati a SARS-CoV-2, ci insegnano che una particolare proteina, chiamata proteina spike, è importante per indurre l'immunità contro il virus. Sapevamo esattamente dove combattere questo nuovo virus», ha detto l'autore senior il dottor Andrea Gambotto, MD, (2) professore associato di chirurgia presso la Pitt School of Medicine. «Ecco perché è importante finanziare la ricerca sui vaccini. Non si sa mai da dove arriverà la prossima pandemia.»

«La nostra capacità di sviluppare rapidamente questo vaccino è il risultato di scienziati con esperienza in diverse aree di ricerca che collaborano con un obiettivo comune», ha affermato il co-senior autore il dottor Louis D. Falo, MD, Ph.D., (3) professore e cattedra di dermatologia presso Pitt School of Medicine e UPMC.

Rispetto al candidato al vaccino sperimentale con mRNA, che è appena entrato negli studi clinici, il vaccino descritto in questo documento - che gli autori chiamano PittCoVacc, abbreviazione di Pittsburgh Coronavirus Vaccine - segue un approccio più consolidato visto che utilizza pezzi di proteine virali di laboratorio per costruire l'immunità. La dinamica della ricerca segue il medesimo meccanismo degli attuali vaccini antinfluenzali.

I ricercatori hanno anche usato un nuovo approccio per fornire il farmaco, chiamato microneedle array, per aumentare la potenza. Questo array è un cerotto delle dimensioni di un dito con 400 minuscoli aghi che trasporta i frammenti di proteine della punta nella pelle, dove la reazione immunitaria è più forte. Il lavoro del cerotto prosegue fino a quando gli aghi - che sono fatti interamente di zucchero e di pezzi di proteine - si dissolvono semplicemente nella pelle.

Il dottor Louis D. Falo dice: «abbiamo sviluppato questo per basarci sul metodo di scratch originale utilizzato per somministrare il vaccino contro il vaiolo sulla pelle, ma come una versione ad alta tecnologia che è più efficiente e riproducibile da paziente a paziente. Questo è in realtà piuttosto indolore - sembra un po' come il velcro.»

Inoltre, il sistema è altamente scalabile. I frammenti proteici sono prodotti da una “fabbrica di cellule” - strati su strati di cellule coltivate progettate per esprimere la proteina del picco SARS-CoV-2 - che possono essere impilati ulteriormente per moltiplicare la resa. Anche la purificazione della proteina può essere effettuata su scala industriale. La produzione in serie della matrice di microneedle implica la centrifugazione della miscela di proteine e zuccheri in uno stampo. Una volta prodotto, il vaccino può rimanere a temperatura ambiente fino a quando non è necessario, eliminando la necessità di refrigerazione durante il trasporto o lo stoccaggio.

«Per la maggior parte dei vaccini, non è necessario affrontare la scalabilità per cominciare», ha detto il dottor Andrea Gambotto. «Ma quando si tenta di sviluppare rapidamente un vaccino contro una pandemia, questo è il primo requisito.»

Nel momento in cui è stato testato sui topi, PittCoVacc (Pittsburgh Coronavirus Vaccine) ha generato un'ondata di anticorpi contro SARS-CoV-2 entro due settimane dalla puntura del microneedle.

Questi animali non sono ancora stati rintracciati a lungo termine, ma i ricercatori sottolineano che i topi ai quali è stato somministrato il vaccino MERS-CoV hanno prodotto un livello sufficiente di anticorpi per neutralizzare il virus per almeno un anno e finora i livelli di anticorpi degli animali vaccinati con SARS-CoV-2 sembrano seguire la stessa tendenza.

È importante sottolineare che il vaccino per microneedle SARS-CoV-2 mantiene la sua potenza anche dopo essere stato completamente sterilizzato con radiazioni gamma, un passo fondamentale verso la realizzazione di un prodotto adatto all'uso nell'uomo.

Gli autori stanno attualmente richiedendo l'approvazione di un nuovo farmaco sperimentale da parte della Food and Drug Administration statunitense in previsione dell'inizio di una sperimentazione clinica di fase 'I' nei prossimi mesi.

«Il test nei pazienti richiederebbe in genere almeno un periodo di un anno e più», ha detto il dottor Louis D. Falo. «Non sappiamo quanto tempo impiegherà il processo di sviluppo clinico. Revisioni recentemente annunciate ai processi normali suggeriscono che potremmo essere in grado di avanzare più rapidamente.»

Ulteriori autori dello studio sono Eun Kim, Geza Erdos, Ph.D., Shaohua Huang, Thomas Kenniston, Stephen Balmert, Ph.D., Cara Donahue Carey, Michael Epperly, Ph.D., William Klimstra, Ph.D., e Emrullah Korkmaz, Ph.D., tutti gli studiosi di Pitt; e Bart Haagmans, del Erasmus Medical Center.

Il finanziamento per questo studio è stato fornito dalle seguenti istituzioni: National Institute of Allergy and Infectious Diseases grant R21-AI114264, National Institute of Arthritis and Musculoskeletal and Skin Diseases grants R01-AR074285, R01-AR071277 and R01-AR068249, and National Cancer Institute grant T32-CA175294.

Informazioni sulla Pittsburgh School of Medicine

Come uno dei principali centri accademici nazionali per la ricerca biomedica, la School of Medicine dell'Università di Pittsburgh integra la tecnologia avanzata con la scienza di base in una vasta gamma di discipline in una continua ricerca per sfruttare il potere delle nuove conoscenze e migliorare la condizione umana. Guidato principalmente dalla School of Medicine e dai suoi affiliati, Pitt si è classificato tra i primi 10 destinatari di finanziamenti dal National Institutes of Health dal 1998. Nelle classifiche recentemente pubblicate dalla National Science Foundation, Pitt si è classificato al quinto posto tra tutte le università americane in totale federale ricerca scientifica e ingegneristica e supporto allo sviluppo.

Allo stesso modo, la School of Medicine è egualmente impegnata a migliorare la qualità e la forza dei suoi programmi di istruzione medica e di dottorato, per i quali è riconosciuta come leader innovativa, e a formare medici altamente qualificati, compassionevoli e scienziati creativi ben equipaggiati per impegnarsi in ricerca di livello mondiale. La School of Medicine è il partner accademico di UPMC, che ha collaborato con l'Università per elevare lo standard di eccellenza medica a Pittsburgh e per posizionare l'assistenza sanitaria come motore trainante dell'economia della regione. (4)

Informazioni sull'UPMC

Un fornitore di servizi sanitari e assicuratore da 21 miliardi di dollari, UPMC con sede a Pittsburgh sta inventando nuovi modelli di assistenza incentrata sul paziente, economica e responsabile. Il più grande datore di lavoro non governativo della Pennsylvania, UPMC integra 89.000 dipendenti, 40 ospedali, 700 studi medici e siti ambulatoriali, e una divisione di servizi assicurativi di oltre 3,7 milioni di membri, il più grande assicuratore medico nella Pennsylvania occidentale. Nell'ultimo anno fiscale, UPMC ha contribuito con 1,2 miliardi di dollari in benefici alle sue comunità, inclusa una maggiore assistenza ai cittadini più vulnerabili della regione rispetto a qualsiasi altra istituzione sanitaria, e ha pagato 587 milioni di dollari in tasse federali, statali e locali. Lavorando in stretta collaborazione con la School of the Health Sciences dell'Università di Pittsburgh, UPMC condivide le sue capacità cliniche, manageriali e tecnologiche in tutto il mondo attraverso il suo braccio di innovazione e commercializzazione, UPMC Enterprises, e tramite UPMC International. Il Rapporto Notizie e Mondo degli Stati Uniti classifica costantemente l'UPMC Presbyterian Shadyside nel suo Honor Roll dei migliori ospedali americani e l'UPMC Children's Hospital di Pittsburgh nel Honor Roll dei migliori ospedali per bambini d'America. (5)

Riferimenti:

(1) Microneedle array delivered recombinant coronavirus vaccines:
Immunogenicity and rapid translational development

(2) Andrea Gambotto

(3) Louis D. Falo

(4) Pittsburgh School of Medicine

(5) UPMC

Descrizione foto: il vaccino viene somministrato nella pelle attraverso un cerotto delle dimensioni di una punta di aghi microscopici. - Credit: UPMC.

Autore traduzione riassuntiva e adattamento linguistico: Edoardo Capuano / Articolo originale: COVID-19 Vaccine Candidate Shows Promise in First Peer-Reviewed Research


          

Některá opatření v kontextu s koronavirem vláda zmírnila   

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Vláda schválila otevření některých obchodů a provozoven. Nově jsou otevřeny venkovní sportoviště, parky a další veřejná prostranství a také sběrny surovin, sběrné dvory a kompostárny.
          

Portofino ändert Einheitspreis im Rahmen seiner Finanzierung in Höhe von 500.000 Dollar   

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Vancouver, B.C., 7. April 2020. PORTOFINO RESOURCES INC. (POR: TSX-V) (POTA: FWB) (Portofino oder das Unternehmen) gibt bekannt, dass das Unternehmen den Preis seiner nicht vermittelten Privatplatzierung auf 0,035 Dollar pro Einheit ändert. Im Rahmen der Finanzierung soll ein Erlös von bis zu 500.000 Dollar erzielt werden. Jede Einheit besteht aus einer Stammaktie und einem […]
          

Il sen. Marilotti: la centralizzazione della sanità è necessaria per dare unitarietà alla tutela della salute   

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Gianni Marilotti

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Intervengo nel dibattito aperto da Andrea Pubusa[1] sulla proposta di modifica dell’art. 117 della Costituzione, concernente l’attribuzione allo Stato della competenza legislativa esclusiva in materia di tutela della salute, depositata in Senato il 1° aprile e non ancora assegnata.
Il DDL è stato presentato dai senatori del gruppo 5 Stelle, prima firmataria, Paola Taverna, accompagnato da un nutrito numero di sottoscrittori tra cui il sottoscritto.
Se le argomentazioni critiche di Pubusa sono pertinenti, e in molte parti convincenti, in particolare per quel che riguarda l’abuso di proposte di modifiche costituzionali operate nell’ultimo ventennio, speso superficiali e contraddittorie, che tendono a far perdere quel carattere di sacralità che la Carta fondamentale dovrebbe avere, o nel ribadire la centralità dell’aricolo 5 della Costituzione che disegna lo stato ordinamento, rimane tuttavia il diritto/dovere del Parlamento di intervenire laddove siano presenti evidenti criticità.
Il DDL in oggetto si propone di restituire centralità e unitarietà al Sistema sanitario nazionale al fine di recuperare una visione di insieme, superando così l’attuale frammentazione in cui versano i servizi sanitari regionali.
A ben vedere è un intervento che vuole porre un freno alla rincorsa all’”Autonomia differenziata” pretesa da alcune Regioni del nord est.
Non c’è nessuna pulsione accentratrice in questo provvedimento, bensì la determinazione di applicare in modo più rispondente alla sua ratio l’articolo 32 della Costituzione, che afferma che la tutela della salute rappresenta uno dei compiti fondamentali dello Stato.
Si tratta di valore primario dell’ordinamento costituzionale e diritto sociale fondamentale che impegna la Repubblica ad intervenire al fine di garantire la salute del singolo e della collettività.
Sappiamo bene che per i primi trent’anni della repubblica questo principio è rimasto inapplicato: Fino al 1980 nel nostro ordinamento la sanità si reggeva su un sistema mutualistico, in virtù del quale i lavoratori, per poter accedere alle cure mediche e ospedaliere, avevano l’obbligo di iscriversi presso uno dei diversi enti mutualistici esistenti, le c.d. “casse mutue”.
Una sanità disordinata che si dipanava tra una miriade di competenze ed enti diversi e che si finanziava attraverso i contributi versati dagli stessi lavoratori e dai loro datori di lavoro.
La salute era dunque correlata alla condizione lavorativa, per nulla assimilabile ad un diritto di cittadinanza.
La svolta è avvenuta nel 1978, con la Legge 23 dicembre 1978, n.833, con l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale.
Negli anni questo sistema è stato più volte modificato: in particolare, con il Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 con cui le Usl sono divengono Asl (“Aziende sanitarie locali”) e si è istituzionalizzato il sistema dell’ “accreditamento” delle strutture sanitarie private; e nel 1999 quando il Decreto Legislativo n. 229 ha completato il processo di aziendalizzazione, rafforzando il ruolo delle Regioni e compensativamente introducendo i “Livelli essenziali di assistenza”, i c.d. Lea.
Il processo di regionalizzazione del Sistema sanitario, com’è noto, è stato poi completato attraverso la riforma del Titolo V, parte II, della Costituzione, la quale, con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, valorizza e amplia il ruolo e le competenze delle autonomie locali, delineando un sistema istituzionale caratterizzato da un pluralismo dei centri di potere.
In particolare, a norma dell’articolo 117 comma 2 della Costituzione, la tutela della salute diviene competenza legislativa concorrente tra Stato e Regioni.
Lo Stato mantiene la competenza esclusiva nella determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale (art.117, lett. m).
Così riformato, il sistema appariva più funzionale, oltre che rispondente all’altro principio costituzionale, ricordato da Pubusa, ovvero il ruolo delle autonomie territoriali.
Nella pratica però ha finito per sconfessare le intenzioni del legislatore in punto di uniformità ed equità nell’accesso e nella fruizione delle prestazioni sanitarie sull’intero territorio nazionale.
Si sono registrati profondi divari territoriali con inaccettabili dislivelli, sia in termini quantitativi che qualitativi, dei servizi erogati nelle varie regioni. Il taglio alla spesa sanitaria operato nell’ultimo decennio ha poi finito per accentuare questo divario.
In primo luogo si è fatto maggiormente ricorso alle prestazioni offerte in regime privatistico, le cui strutture peraltro – a fronte dei progressivi disinvestimenti nel settore pubblico – si sono giovate spesso di crescenti finanziamenti pubblici.
Un circuito vizioso dunque che ha visto il Servizio sanitario venire gradualmente e irrazionalmente depauperato delle sue risorse.
Non occorre tornare troppo indietro nel tempo per evidenziare la significativa riduzione che si è osservata nel rapporto che sussiste tra medici e personale sanitario rispetto alla popolazione, in relazione al quale si registrano pure significativi scostamenti da regione a regione.
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, l’attuale assetto delle risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale è in parte il risultato delle politiche attuate negli anni recenti, incentrate principalmente sul blocco del turn over nelle regioni sotto piano di rientro, cui si sono aggiunte politiche di contenimento delle assunzioni messe in atto autonomamente dalle regioni non sottoposte ai piani di rientro.
Secondo la Ragioneria di Stato tra il 2009 e il 2017 sono venute meno più di 46 mila unità di personale dipendente: oltre 8.000 medici e più di 13 mila infermieri.
A fronte di questi tagli, l’accaparramento dei centri di potere nella sanità è andato avanti senza sosta da parte dei partiti, contribuendo a inefficienze e sperperi di danaro pubblico.
Tutto ciò è particolarmente evidente nella nostra Regione, dove la politica delle tre “M” l’ha sempre fatta da padrona.  Da noi i tagli sono stati lineari, nella sanità come nella scuola, rispondendo a numeri nazionali che non tengono in nessun conto del territorio, della demografia, delle caratteristiche antropiche. E questo è successo nonostante, come ci ricorda Tonino Dessì, l’igiene e sanità pubblica sono materia di legislazione concorrente ai sensi della lettera i) dell’articolo 4 dello Statuto speciale; e come tale non toccata, come le altre Regioni speciali, dal DDL.
Pubusa teme che con l’attribuzione di poteri esclusivi allo Stato in materia di sanità possano realizzarsi massicce privatizzazioni dall’alto. Ma a ben vedere è successo e sta succedendo proprio il contrario. Basti pensare alla recente Delibera approvata il 1 aprile dalla Giunta Solinas, con la quale si da il via libera a due progetti di cementificazione ad Arbus e Castiadas con un’interpretazione discutibile del PPR. Di fronte alla fragilità del nostro sistema sanitario, Solinas e la sua maggioranza pensano di utilizzare lo stato di emergenza per rafforzare la sanità privata e di approvare progetti di cementificazione.
Per concludere, io credo che il principio di sussidiarietà debba essere la bussola che deve guidarci soprattutto nei settori chiave della sanità, dell’istruzione pubblica e dell’ambiente.
Quanto al DDL in questione, si tratta di aprire un dibattito, particolarmente urgente dopo i recenti fatti nazionali. Di fronte ad una emergenza così grave, quale la pandemia da covid 19, non dovrà essere permesso a nessuno, governatore o sindaco, di giocare una squallida partita politica personale o di partito per marcare una differenza e minare la coesione nazionale. Perché di questo si è trattato, non certo di mancanza di autorevolezza da parte del governo che invece ha mostrato in questa triste vicenda determinazione, compostezza e serietà davvero encomiabili.
Naturalmente il rafforzamento dei poteri dello Stato in materia sanitaria dovrà essere accompagnato, temperato, controbilanciato dal ruolo delle Regioni e delle Autonomie locali che sono i primi avamposti per la tutela del benessere dei cittadini.

References

  1. ^ dibattito aperto da Andrea Pubusa (www.democraziaoggi.it)

Fonte: Democrazia Oggi


          

Che fare? Aladinpensiero, Democraziaoggi e il Manifesto sardo propongono   

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Franco Meloni, Roberto Loddo e Andrea Pubusa

In questo periodo di rivolgimenti, confusione e vita complicata si susseguono nei media preoccupanti notizie sul futuro della nostra società in cui in tutto il mondo la situazione sembra precipitare. Giusto tenersi informati e informate, ma dobbiamo dedicare più tempo a come affrontare la situazione oltre le priorità dell’emergenza. Parliamo della fase due, di “contenimento” del virus, quando ci dovremo considerare tutti dentro un grande ospedale da campo, e poi della fase tre, quella della ricostruzione, quando tutto sarà cambiato, tanto da rendere impossibile riprendere come se tutto fosse stato una parentesi. A noi, attivisti e attiviste dell’informazione, del manifesto sardo, di Aladin Pensiero e di Democrazia Oggi, spetta ragionare su come affrontare queste tre fasi, delle quali non si conosce, se non per pura ipotesi, l’estensione. Sorge l’interrogativo di sempre: che fare? Il dibattito che si è avviato è vasto e approfondito, tanto da rendere chiare una serie di possibili percorsi da praticare. Ovviamente occorre ulteriormente approfondire fino ad arrivare a decisioni condivise e operative. Anche noi, con i nostri portali di informazione, partecipiamo a questo poderoso sforzo di comprensione e di ricerca delle strade da intraprendere. Proponiamo alle nostre lettrici e ai nostri lettori una serie di articoli scelti dalle nostre tre redazioni e una serie di iniziative pubbliche online, da svolgersi ognuno da casa nostra e in videoconferenza con lo strumento delle dirette. Saranno incontri per reagire alla impossibilità di vederci e continuare con modalità differenti il lavoro e l’impegno dell’informazione così come siamo abituati e abituate.

Ecco il pirmo articolo

PER RIPARTIRE DOPO L’EMERGENZA COVID-19
di Gaël Giraud, La Civiltà Cattolica

Ciò che stiamo sperimentando, al prezzo della sofferenza inaudita di una parte significativa della popolazione, è il fatto che l’Occidente, dal punto di vista sanitario, non ha strutture e risorse pubbliche adeguate a questa epoca e a questa situazione. Come fare per entrare nel XXI secolo anche dal punto di vista della salute pubblica? È questo che gli occidentali devono capire e mettere in atto, in poche settimane, di fronte a una pandemia che, nel momento in cui scriviamo, promette di imperversare per il Pianeta, a causa delle ricorrenti ondate di contaminazione e delle mutazioni del virus[1]. Vediamo come e perché.

Il sistema sanitario occidentale e la pandemia

Dobbiamo innanzitutto ribadire, a rischio di creare sconcerto, che la posizione di molti specialisti di salute pubblica è coerente su un punto[2]: la pandemia Covid-19 sarebbe dovuta rimanere una epidemia più virale e letale dell’influenza stagionale, con effetti lievi sulla grande maggioranza della popolazione, e molto seri solo su una piccola frazione di essa. Invece – se consideriamo in particolare alcuni Paesi europei e gli Stati Uniti – lo smantellamento del sistema sanitario pubblico ha trasformato questo virus in una catastrofe senza precedenti nella storia dell’umanità e in una minaccia per l’insieme dei nostri sistemi economici.

Ciò che affermano gli esperti è che sarebbe stato relativamente facile frenare la pandemia praticando lo screening sistematico delle persone infette sin dall’inizio dei primi casi; monitorando i loro movimenti; ponendo in quarantena mirata le persone coinvolte; distribuendo in modo massiccio mascherine all’intera popolazione a rischio di contaminazione, per rallentare ulteriormente la diffusione. Trasformare un sistema sanitario pubblico degno di questo nome in un’industria medica in fase di privatizzazione si rivela un problema grave. Ciò non impedisce a «eroi» e «santi» di continuare e lavorare nella sanità pubblica: ne abbiamo una vivida rappresentazione in questi giorni.

La diffusa privatizzazione dell’assistenza sanitaria ha portato le nostre autorità a ignorare gli avvertimenti fatti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in merito ai mercati della fauna selvatica a Wuhan. Non si tratta di dare lezioni ex post a nessuno, ma di comprendere i nostri errori per agire nel modo più intelligente possibile nel futuro.

Prevenire eventi come una pandemia non è redditizio a breve termine. Pertanto, non ci siamo premuniti né di mascherine né di test da eseguire massicciamente. E abbiamo ridotto la nostra capacità ospedaliera in nome dell’ideologia dello smantellamento del servizio pubblico, che ora si mostra per quella che è: un’ideologia che uccide. Non avendo mai aderito a tale ideologia, e forti dell’esperienza dell’epidemia di Sars del 2002, Paesi come la Corea del Sud e Taiwan hanno predisposto un sistema di prevenzione estremamente efficace: lo screening sistematico e il tracciamento, puntando alla quarantena e alla collaborazione della popolazione adeguatamente informata e istruita, facendole indossare le mascherine. Nessun confinamento. Il danno economico risulta trascurabile.

Invece dello screening sistematico, noi occidentali abbiamo adottato una strategia antica, quella del confinamento[3], a fronte di una frazione esigua di infetti, e di una parte ancora più piccola tra questi che potrebbe avere gravi complicazioni. Ma, per quanto piccola possa essere, quest’ultima frazione è ancora maggiore dell’attuale capacità di assistenza dei nostri ospedali.

Non avendo altre strategie, è chiaro che il non fare nulla equivarrebbe a condannare a morte centinaia di migliaia di cittadini, come mostrano le proiezioni che circolano all’interno della comunità degli epidemiologi, comprese quelle dell’Imperial College di Londra[4]. Anche se alcuni aspetti di questo documento sono discutibili, esso ha il merito di chiarire che l’inazione è semplicemente criminale. È stata questa prospettiva a indurre Emmanuel Macron in Francia e Boris Johnson nel Regno Unito a rinunciare alla loro iniziale strategia di «immunizzazione di gregge»[5] e a «svegliare» l’amministrazione Trump. Ma troppo tardi: questi Paesi ora rischiano di pagare un prezzo pesantissimo in termini di vite umane per il loro ritardo nell’intervenire adeguatamente.

Il ritorno dello Stato sociale

Il parziale isolamento dell’Europa ha ravvivato l’idea che il capitalismo è sicuramente un sistema molto fragile, e così lo Stato sociale è tornato di moda. In realtà, il difetto nel nostro sistema economico ora rivelato dalla pandemia è purtroppo semplice: se una persona infetta è in grado di infettarne molte altre in pochi giorni e se la malattia ha una mortalità significativa, come nel caso di Covid-19, nessun sistema economico può sopravvivere senza una sanità pubblica forte e adeguata.

I lavoratori, anche quelli più in basso nella scala sociale, prima o poi infetteranno i loro vicini, i loro capi, e gli stessi ministri alla fine contrarranno il virus. Impossibile mantenere la finzione antropologica dell’individualismo implicita nell’economia neoliberista e nelle politiche di smantellamento del servizio pubblico che la accompagnano da quarant’anni: l’esternalità negativa indotta dal virus sfida radicalmente l’idea di un sistema complesso modellato sul volontarismo degli imprenditori «atomizzati».

La salute di tutti dipende dalla salute di ciascuno. Siamo tutti connessi in una relazione di interdipendenza. E questa pandemia non è affatto l’ultima, la «grande peste» che non tornerà per un altro secolo, al contrario: il riscaldamento globale promette la moltiplicazione delle pandemie tropicali, come affermano la Banca Mondiale e l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) da anni. E ci saranno altri coronavirus.

Senza un efficiente servizio sanitario pubblico, che consenta di selezionare e curare tutti, non esiste più alcun sistema produttivo praticabile durante un’epidemia da coronavirus. E questo per decenni. L’appello lanciato il 12 marzo dal Mouvement des entreprises de France (Medef) – il sindacato francese dei datori di lavoro – per «rendere il sistema produttivo più competitivo» tradisce un profondo malinteso sulla pandemia.

Come uscire dall’isolamento?

Se gli operatori sanitari si ammalano, c’è il rischio del collasso del sistema ospedaliero, come sembra stia accadendo in Italia a Bergamo, Brescia e, in misura minore, a Milano. È quindi necessario che lo Stato promuova la diffusione di farmaci anti o retrovirali, in modo da consentire molto rapidamente, ovunque, di alleviare il carico del sistema ospedaliero sull’orlo del tracollo. E che i cittadini di tutti i Paesi mostrino finalmente senso di responsabilità.

Perché il confinamento sia rigoroso, insieme ai noti comportamenti elementari di igiene personale, tutti devono comprenderne il significato e l’utilità. Il confinamento rallenta efficacemente la diffusione del virus e – ripetiamolo –, in assenza di un sistema di screening, rimane la strategia meno negativa a breve termine. Tuttavia, se ci fermiamo a esso, diventa inutile: se usciamo dal confinamento, diciamo, tra un mese, il virus sarà ancora in circolazione e causerà gli stessi decessi di quelli che avrebbe causato oggi in assenza di contenimento.

Attendere, attraverso l’isolamento, che la popolazione si immunizzi – più o meno, la stessa strategia inizialmente proposta da Johnson, ma «a casa» – richiederebbe mesi di confinamento. Per capirlo, è sufficiente tornare al parametro essenziale di una pandemia, R0, il «numero di riproduzione di base», ossia il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo infetto. Finché R0 è maggiore di 1, vale a dire fino a quando un individuo infetto può contagiare più di una persona, il numero di persone infette aumenta in modo esponenziale. Se lasciamo il contenimento senza ulteriori indugi prima che R0 scenda al di sotto di 1, avremo quelle centinaia di migliaia di morti che la pandemia ha minacciato di causare sin dall’inizio.

Tuttavia, affinché l’immunizzazione collettiva porti R0 al di sotto di 1, è necessario immunizzare circa il 50% della popolazione, cosa che – dato il tempo medio di incubazione (5 giorni) – richiederebbe probabilmente più di 5 mesi di reclusione, se ipotizziamo che ci sia oggi un milione di infetti. Un’opzione insostenibile in termini economici, sociali e psicologici. È l’intero sistema di produzione dei nostri Paesi che collasserebbe, a partire dal nostro sistema bancario, che è estremamente fragile.

Per non parlare del fatto che, in questo momento, i più poveri tra noi – rifugiati, persone di strada ecc. – sono costretti a morire non a causa del virus, ma perché non possono sopravvivere senza una società attiva. Senza dimenticare inoltre che non abbiamo alcuna garanzia che i nostri circuiti di approvvigionamento alimentare possano resistere allo shock della quarantena per un tempo così lungo: vogliamo costringere i lavoratori a reddito medio/basso a mettere a rischio la propria vita per continuare, per esempio, a trasportare il cibo per i dirigenti che rimangono tranquillamente a casa o nella loro tenuta in campagna?

È quindi necessario organizzare una «prima» liberazione dal contenimento, al più tardi tra qualche settimana. Prendere questo rischio collettivamente ha senso però solo a una condizione: applicare, questa volta, la strategia adottata in Corea del Sud e a Taiwan con il massimo rigore. Il tempo che stiamo guadagnando chiudendoci in casa dovrebbe servire per:

riportare R0 (che probabilmente era circa 3 all’inizio del contagio) il più vicino possibile a 1;
incoraggiare la riconversione di alcuni settori economici, per produrre in serie i ventilatori polmonari di cui ora hanno bisogno le terapie intensive per salvare vite umane;
consentire ai laboratori occidentali di produrre subito apparecchiature e materiali di screening, mentre si organizzano per realizzare in poche settimane il sistema necessario. Al momento ci sono due enzimi, in particolare, le cui scorte sono molto insufficienti, e quindi limitano la nostra capacità di effettuare screening[6];
produrre le mascherine di protezione, essenziali per frenare la diffusione del virus quando lasciamo la nostra casa.
Se porremo fine al nostro confinamento collettivo quando i nostri mezzi di rilevazione non saranno pronti o mancheranno le mascherine, correremo nuovamente il rischio di una tragedia. Sfortunatamente, oggi è impossibile misurare R0. Pertanto, dobbiamo attendere fino a quando non saremo organizzati per lo screening e pianificare l’uscita ordinata dalla quarantena il più rapidamente possibile.

Cosa succederà a quel punto? Coloro che vengono «liberati» devono essere sottoposti a screening sistematico e indossare le mascherine per diverse settimane. Altrimenti, l’uscita dal confinamento avrà un esito peggiore di quello dell’inizio della pandemia. Coloro che sono ancora positivi verranno quindi messi in quarantena, insieme al loro entourage. Altri possono andare a lavorare o riposare altrove. I test dovranno continuare per tutta l’estate per essere sicuri che il virus è stato sradicato all’arrivo dell’autunno.

La salute come bene comune globale

La pandemia ci sta costringendo a capire che non esiste un capitalismo davvero praticabile senza un forte sistema di servizi pubblici e a ripensare completamente il modo in cui produciamo e consumiamo, perché questa pandemia non sarà l’ultima. La deforestazione – così come i mercati della fauna selvatica di Wuhan – ci mette in contatto con animali i cui virus non ci sono noti. Lo scongelamento del permafrost minaccia di diffondere pericolose epidemie, come la «spagnola» del 1918, l’antrace, ecc. Lo stesso allevamento intensivo facilita la diffusione di epidemie.

A breve termine, dovremo nazionalizzare le imprese non sostenibili e, forse, alcune banche. Ma molto presto dovremo imparare la lezione di questa dolorosa primavera: riconvertire la produzione, regolare i mercati finanziari; ripensare gli standard contabili, al fine di migliorare la resilienza dei nostri sistemi di produzione; fissare una tassa sul carbonio e sulla salute; lanciare un grande piano di risanamento per la reindustrializzazione ecologica e la conversione massiccia alle energie rinnovabili.

La pandemia ci invita a trasformare radicalmente le nostre relazioni sociali. Oggi il capitalismo conosce «il prezzo di tutto e il valore di niente», per citare un’efficace formula di Oscar Wilde. Dobbiamo capire che la vera fonte di valore sono le nostre relazioni umane e quelle con l’ambiente. Per privatizzarle, le distruggiamo e roviniamo le nostre società, mentre mettiamo a rischio vite umane. Non siamo monadi isolate, collegate solo da un astratto sistema di prezzi, ma esseri di carne interdipendenti con gli altri e con il territorio. Questo è ciò che dobbiamo imparare nuovamente. La salute di ciascuno riguarda tutti gli altri. Anche per i più privilegiati, la privatizzazione dei sistemi sanitari è un’opzione irrazionale: essi non possono restare totalmente separati dagli altri; la malattia li raggiungerà sempre. La salute è un bene comune globale e deve essere gestita come tale.

I «beni comuni», come li ha definiti in particolare l’economista americana Elinor Ostrom, aprono un terzo spazio tra il mercato e lo Stato, tra il privato e il pubblico. Possono guidarci in un mondo più resiliente, in grado di resistere a shock come quello causato da questa pandemia.

La salute, ad esempio, deve essere trattata come una questione di interesse collettivo, con modalità di intervento articolate e stratificate. A livello locale, per esempio, le comunità possono organizzarsi per reagire rapidamente, circoscrivendo i cluster dei contagiati da Covid-19. A livello statale, è necessario un potente servizio ospedaliero pubblico. A livello internazionale, le raccomandazioni dell’Oms per contrastare una situazione di epidemia devono diventare vincolanti. Pochi Paesi hanno seguito le raccomandazioni dell’Oms prima e durante la crisi. Siamo più disposti ad ascoltare i «consigli» del Fondo monetario internazionale (Fmi) che quelli dell’Oms. Lo scenario attuale dimostra che abbiamo torto.

In questi giorni abbiamo assistito alla nascita di diversi «beni comuni»: come quegli scienziati che, al di fuori di qualsiasi piattaforma pubblica o privata, si sono coordinati spontaneamente attraverso l’iniziativa OpenCovid19[7], per mettere in comune le informazioni sulle buone pratiche di screening dei virus.

Ma la salute è solo un esempio: anche l’ambiente, l’istruzione, la cultura, la biodiversità sono beni comuni globali. Dobbiamo immaginare istituzioni che ci permettano di valorizzarli, di riconoscere le nostre interdipendenze e rendere resilienti le nostre società.

Alcune organizzazioni del genere esistono già. La Drugs for Neglected Disease Initiative (Dndi) è un eccellente esempio. Un organismo creato da alcuni medici francesi 15 anni fa per il reperimento dei farmaci per le malattie rare o dimenticate: una rete collaborativa di terze parti, in cui cooperano il settore privato, quello pubblico e le Ong, che riesce a fare ciò che né il settore farmaceutico privato, né gli Stati, né la società civile possono fare da soli.

A livello individuale, poi, scopriamo la paura della scarsità dei beni. Ciò può essere un aspetto positivo in questa crisi? Essa ci libera dal narcisismo consumistico, dal «voglio tutto e subito». Ci riporta all’essenziale, a ciò che conta davvero: la qualità delle relazioni umane, la solidarietà. Ci ricorda anche quanto sia importante la natura per la nostra salute mentale e fisica. Coloro che vivono rinchiusi in 15 metri quadrati a Parigi o a Milano lo sanno bene. Il razionamento imposto su alcuni prodotti ci ricorda la limitatezza delle risorse.

Benvenuti in un mondo limitato! Per anni, i miliardi spesi per il marketing ci hanno fatto pensare al nostro pianeta come a un gigantesco supermercato, in cui tutto è a nostra disposizione a tempo indeterminato. Ora proviamo brutalmente il senso della privazione. È molto difficile per alcuni, ma può essere un’occasione di risparmio.

D’altra parte, anche un certo romanticismo «collapsologico»[8] sarà rapidamente mitigato dalla percezione concreta di cosa implichi, nell’attuale situazione, la brutale difficoltà dell’economia: disoccupazione, bancarotta, esistenze spezzate, morte, sofferenza quotidiana di coloro in cui il virus lascerà tracce per tutta la vita.

Sulla scia dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, vogliamo sperare che questa pandemia sia un’opportunità per indirizzare le nostre vite e le nostre istituzioni verso una felice sobrietà e verso il rispetto per la finitudine del nostro mondo. Il momento è decisivo: si può temere quella che Naomi Klein ha definito la «strategia dello shock». Alcuni governi non devono, con il pretesto di sostenere le imprese, indebolire ulteriormente i diritti dei lavoratori; o, per rafforzare ulteriormente la sorveglianza della polizia sulle popolazioni, ridurre permanentemente le libertà personali.

Nel frattempo, come si salva l’economia?

Proviamo a ipotizzare in questa situazione alcune possibili scelte di politica economica:

Iniettare liquidità nell’economia reale. Alcuni economisti tedeschi prevedono un calo del Pil in Germania del 9% nel 2020. Il dato è ragionevole e ci sono pochi motivi per cui le cose possano andare diversamente in Francia e, anche peggio, in Italia, Inghilterra, Svizzera e Paesi Bassi. Ciò dovrebbe indurre Germania e Olanda – i fautori della convinzione secondo la quale una maggiore austerità di bilancio aggiusta l’economia, mentre la macroeconomia più elementare dimostra il contrario – a rivedere i loro dogmi, se ancora l’escalation di vittime nei rispettivi Paesi non bastasse a far loro aprire gli occhi.
Negli Stati Uniti, Donald Trump e il suo segretario al Tesoro Steven Mnuchin propongono al Congresso di distribuire un assegno di 1.200 dollari a ciascun cittadino statunitense. Sono un po’ «soldi dall’elicottero» o, supponendo che la Banca centrale si occupi di questo problema monetario, «un quantitative easing per le persone». Misure che, eventualmente, avrebbero dovuto già essere state prese nel 2009. Possiamo anche vedere nell’iniziativa dell’amministrazione Trump l’abbozzo di un reddito minimo universale per tutti. Una proposta che è stata avanzata da molti per lungo tempo.
In Europa, la sospensione delle regole del Patto di stabilità, l’emissione di «obbligazioni corona» o l’attivazione di prestiti del Meccanismo europeo di stabilità sono tutte misure essenziali.
Creare posti di lavoro. Tuttavia, le iniziative appena menzionate sono insufficienti. È necessario comprendere che il sistema di produzione occidentale è, o sarà, parzialmente bloccato. A differenza del crollo del mercato azionario del 1929 e della crisi dei mutui subprime del 2008, questa nuova crisi colpisce innanzitutto l’economia reale. Nella maggior parte delle aziende, al 30% dei dipendenti ai quali venisse impedito di lavorare non corrisponderebbe il 30% in meno di produzione, ma una produzione pari a zero. Se un’azienda inserita in una catena del valore smette di produrre, l’intera catena viene interrotta. Stiamo constatando che le catene di approvvigionamento just-in-time (ossia senza scorte) ci rendono estremamente fragili. Pensiamo alla filiera della produzione e della fornitura del cibo. Naturalmente, alcuni governi sono pronti a inviare la polizia o l’esercito per costringere i lavoratori a rischiare la propria vita per non interrompere le catene di approvvigionamento. Le lavoratrici e i lavoratori posti più in basso nella catena di produzione e approvvigionamento sono i primi esposti e i primi sacrificati. Un’enorme ammissione di impotenza!
Nella maggior parte dei Paesi costretti a praticare il contenimento, il sistema produttivo viene quindi parzialmente bloccato, o lo sarà presto. Le catene del valore globali stanno rallentando e alcune saranno tagliate. Il lavoro è involontariamente «in sciopero». Non siamo solo di fronte a una carenza keynesiana della domanda – perché chi ha i contanti non può spenderli, dal momento che deve rimanere a casa –, ma di fronte anche a una crisi dell’offerta. Questa pandemia ci introduce, dunque, in un tipo di crisi nuovo e senza precedenti, in cui si uniscono il calo della domanda e quello dell’offerta. In tale contesto, l’iniezione di liquidità è tanto necessaria quanto insufficiente. Essere appagati da questo equivarrebbe a dare le stampelle a qualcuno che ha appena perso le gambe…
Solo lo Stato, perciò, può creare nuovi posti di lavoro capaci di assorbire la massa di dipendenti che, quando usciranno finalmente di casa, scopriranno di aver perso il lavoro. L’idea dello Stato come datore di lavoro di ultima istanza non è neppure nuova: è stata studiata molto seriamente dall’economista britannico Tony Atkinson. Naturalmente, affinché ciò abbia un senso, dobbiamo seriamente pensare al tipo di settori industriali per i quali vogliamo favorire l’uscita dal tunnel. Questo discernimento dev’essere fatto in ciascun Paese, alla luce delle caratteristiche specifiche di ciascun tessuto economico.
È quindi legittimo e indispensabile che gli Stati occidentali, oggi come ieri, utilizzino una spesa in deficit per finanziare lo sforzo di ricostruzione del sistema produttivo che sarà necessario alla fine di questo lungo parto; e lo dovranno fare in modo acuto e selettivo, favorendo questo o quel settore. Ovviamente, il loro debito pubblico aumenterà. Ricordiamo che, durante la Seconda guerra mondiale, il deficit pubblico degli Stati Uniti raggiunse il 20% del Pil per diversi anni consecutivi. Ma il deficit sarebbe molto più grande in assenza di ingenti spese da parte dello Stato per salvare l’economia.
Possiamo anche notare che il piano di aggiustamento strutturale imposto alla Grecia alcuni anni orsono è stato assolutamente inutile: il rapporto debito pubblico/Pil di Atene ha raggiunto nel 2019 gli stessi livelli del 2010. In altre parole, l’austerità uccide – lo vediamo bene coi nostri occhi in questo momento, nei nostri reparti di rianimazione –, ma non risolve alcun problema macroeconomico.

Ricostruire e salvare la democrazia

A questo punto, un possibile errore sarebbe quello di apprezzare l’efficacia dell’autoritarismo come soluzione. «E se le nostre democrazie fossero scarsamente pronte? Troppo lente? Bloccate dalle libertà individuali?». Questo ritornello risuonava già prima della pandemia. Se consideriamo la Cina, la situazione sta sicuramente migliorando, ma l’epidemia non è stata ancora sconfitta, neppure a Wuhan. D’altra parte, è vero che a Pechino sono stati costruiti due ospedali in pochi giorni e che il governo cinese non è in mano alla lobby finanziaria, ma, per trarre i benefici di questi due punti a favore, dovremmo forse rinunciare alla democrazia?

Una volta abbandonato il contenimento in maniera controllata, un’altra pericolosa trappola sarebbe quella di limitarci a ripristinare semplicemente il modello economico di ieri, accontentandoci di migliorare in modo marginale il nostro sistema sanitario per far fronte alla prossima pandemia. È urgente capire che la pandemia Covid-19 non solo non è un cosiddetto «cigno nero» – era perfettamente prevedibile, sebbene non sia stata affatto prevista dai mercati finanziari onniscienti –, ma non è nemmeno uno «shock esogeno». Essa è una delle inevitabili conseguenze dell’Antropocene. La distruzione dell’ambiente che la nostra economia estrattiva ha esercitato per oltre un secolo ha una radice comune con questa pandemia: siamo diventati la specie dominante sulla Terra, e quindi siamo in grado di spezzare le catene alimentari di tutti gli altri animali, ma siamo anche il miglior veicolo per gli elementi patogeni.

In termini di evoluzione biologica, per un virus è molto più «efficace» infettare gli esseri umani che la renna artica, già in pericolo a causa del riscaldamento globale. E questo sarà sempre più così, perché la crisi ecologica decimerà altre specie viventi. È soprattutto la distruzione della biodiversità, in cui siamo da tempo impegnati, a favorire la diffusione dei virus[9]. Oggi molti ne sono consapevoli: la crisi ecologica ci garantisce pandemie ricorrenti. Accontentarsi di dotarsi di mascherine ed enzimi per il prossimo futuro equivarrebbe a trattare solo il sintomo. Il male è molto più profondo, ed è la sua radice che dev’essere medicata. La ricostruzione economica che dovremo realizzare dopo essere usciti dal tunnel sarà l’occasione inaspettata per attuare le trasformazioni che, anche ieri, sembravano inconcepibili a coloro che continuano a guardare al futuro attraverso lo specchietto retrovisore della globalizzazione finanziaria. Abbiamo bisogno di una reindustrializzazione verde, accompagnata da una relocalizzazione di tutte le nostre attività umane.

Ma, per il momento, e per accelerare la fine della crisi sanitaria, è necessario fare ciò che è possibile, e dunque proseguire negli sforzi per schermare e proteggere la popolazione.

***

[1]. Cfr P. Baker – E. Sullivan, «U.S. Virus Plan Anticipates 18-Month Pandemic and Widespread Shortages», in New York Times, 17 marzo 2020.

[2]. Cfr J.-D. Michel, «Covid-19: fin de partie?!» (https://God.blue/forward.php?url=https://bit.ly/3996Evs), 18 marzo 2020; T. Pueyo, «Coronavirus: The Hammer and the Dance. What the Next 18 Months Can Look Like, if Leaders Buy Us Time» (https://God.blue/forward.php?url=https://bit.ly/3bjAA9K), 19 marzo 2020.

[3]. Già nel 1347 Pierre de Damouzy, medico di Margherita di Francia, contessa delle Fiandre, raccomandò il confinamento agli abitanti di Reims per sfuggire alla peste nera. Cfr Y. Renouard, «La Peste noire de 1348-1350», in Revue de Paris, marzo 1950, 109.

[4]. Cfr N. M. Ferguson – D. Laydon et Al., «Impact of non-pharmaceutical interventions (NPIs) to reduce COVID-19 mortality and healthcare demand» (https://God.blue/forward.php?url=https://doi.org/10.25561/77482), Londra, Imperial College, 16 marzo 2020.

[5]. È noto che la prima tentazione del governo Johnson è stata quella di lanciare il Regno Unito in un esperimento di immunizzazione collettiva. Anche il governo francese è stato tentato da questa «soluzione», sebbene in modo meno esplicito. Su questo argomento, cfr T. Vey, «La France mise sur l’“immunité de groupe” pour arrêter le coronavirus», in Sciences, 13 marzo 2020.

[6]. Si tratta della trascrittasi inversa (AMV o MMLV) e del Taq (o Pfu) che amplifica la reazione chimica, consentendo di identificare la presenza di Covid-19. Questi sono i due enzimi che diversi laboratori stanno cercando di produrre ininterrottamente.

[7]. «Low-cost & Open-Source Covid19 Detection kits», cfr https://God.blue/forward.php?url=https://app.jogl.io/project/118 e anche hashtag su Twitter: #OpenCovid19

[8]. La collapsologia è un discorso pluridisciplinare interessato al collasso della nostra civiltà. Parte dall’idea che le azioni umane abbiano un impatto duraturo e negativo sul pianeta. Si basa su dati scientifici, ma anche su intuizioni, per cui a volte viene accusata di non essere una vera scienza, ma piuttosto un movimento.

[9]. Cfr J. Duquesne, «Coronavirus: “La disparition du monde sauvage facilite les épidémies”», intervista a Serge Morand, ricercatore del Cnrs-Cirad, in Marianne, 17 marzo 2020.

Fonte: Democrazia Oggi


          

Carbonia. ‘Una landa quasi completamente deserta, non un uomo, non una casa, non un sentiero, non una goccia d’acqua: solitudine e malaria’. Dal discorso di Mussolini a Carbonia (2)   

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Gianna Lai

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Proseguiamo con la narrazione domeniocale della storia di Carbonia, iniziata il 1° settembre.[1]


Una precisa descrizione, infine, quella di Maurice Le Lannou, il celebre studioso del territorio sardo, per comprendere meglio l’originalità degli insediamenti sulcitani, attraverso il  suo ‘Pastori e contadini di Sardegna’, edito nel 1941, a tre anni dalla nascita di Carbonia, quando sono ancora ben vivi i segnali di un passato recente . Se è ‘nella seconda metà del XVIII secolo che vi si stabilirono i coloni, estendendo rapidamente i campi coltivati, le origini di questa colonizzazione sono molto più antiche. ….Sappiamo che fin dal XVI secolo, almeno nelle epoche di relativa tranquillità, dei pastori del centro della Sardegna conducevano le loro greggi, durante l’inverno, sulle tepide colline del Sulcis. Il Sulcis era allora un feudo del vescovo di Iglesias…..che accordava a questi pastori transumanti delle concessioni temporanee di pascolo, negli spazi deserti tra Iglesias e il mare. Al centro dei terreni in concessione, i pastori costruivano capanne d’argilla e di frasche, sempre riunite a gruppi di cinque o sei, nelle valli defilate rispetto alla costa, per paura dei pirati barbareschi. Nelle immediate vicinanze delle capanne innalzavano un muro a secco circolare, al riparo del quale, venuta la sera, riunivano insieme le greggi di tutti. Questo insieme, formato da qualche povera capanna e da un chiuso per il bestiame si chiamò furriadroxiu…..Quando l’insediamento così costituito era un pò più grosso e possedeva due o tre chiusi invece di uno solo, si chiamava boddeu….un piccolo sistema di habitat   raggruppato, che aveva  per scopo di facilitare la sorveglianza notturna del bestiame…Questo habitat temporaneo non cominciò a fissarsi che dopo il 1750…..Una volta garantita la tranquillità dei luoghi, i pastori cominciarono infatti, poco a poco, a decidere di stabilirvisi, di coltivare un orto e qualche fazzoletto di terra a cereali, di farsi raggiungere dalle loro famiglie, di rimpiazzare le capanne con case in muratura e, infine, di allargare i loro appezzamenti coltivati, a danno dei pascoli. Così dei pastori nomadi diventarono agricoltori solidamente ancorati alla terra,…… i loro furriadroxius si moltiplicarono a partire nel primo terzo del XIX secolo’. E si ingrandirono ‘fino a diventare delle fattorie a fianco alle case dei piccolissimi proprietari o di braccianti agrari, che non possedevano nulla’. E le case ’si moltiplicarono sopratutto quando si fissarono su questa terra moltissimi operai della regione mineraria del Sulcis e del vicino Iglesiente. Le crisi che colpivano spesso l’industria estrattiva di queste zone, lasciavano disoccupati molti minatori, che trovavano un rimedio nel lavoro agricolo. Prima operai stagionali, poi giornalieri, essi salirono spesso, acquistando qualche pezzetto di terra, al rango di piccoli proprietari e costruirono le loro case nelle immediate vicinanze dei furriadroxius, che  fornivano loro un indispensabile completamento  di lavoro. Così si costruì questo originale tipo di habitat, …..curiosa giustapposizione di piccoli nuclei densi e di casali isolati, disseminati senza ordine nelle loro vicinanze. Alcune di queste frazioni divennero così importanti da costituire la base di una cristallizzazione sociale’, che non si ritrova in altre zone della Sardegna, aggiunge ancora Le Lannou; quindi ‘il Sulcis, che un tempo dipendeva interamente da Iglesias, fu diviso, dalla legge del 1853, in cinque circoscrizioni comunali i cui capoluoghi, rinvigoriti dalla nuova funzione amministrativa, somigliano ora ai villaggi centrali dei comuni brettoni’. Serbariu, Palma Suergiu, Santadi, Narcao e, sei anni dopo, Giba.  Riprendendo  ancora il discorso sull’habitat, per svilupparne i caratteri, ‘il Sulcis è una zona di dispersione tutta relativa, dove la frazione da cinque a venti-trenta case è l’unità caratteristica del popolamento’ . A servire da esempio, un caso particolare, le forme degli insediamenti nel territorio di Serbariu: ‘Ecco per esempio il comune di Serbariu, il cui territorio occupa la parte centrale del Sulcis. Il capoluogo è il piccolo villaggio di Serbariu Centro, l’importanza relativa di questa concentrazione deriva dalle funzioni sociali conferite a questa antica frazione di Iglesias, dalla sua erezione in comune nel 1853′: ci sono il municipio, la caserma dei carabinieri, la chiesa, la scuola, il dispensario antimalarico e una dozzina tra negozi  e locande. Vi è poi un secondo nucleo, a sei chilometri dal centro principale, ‘il cui volume deriva dal fatto di trovarsi sulla grande strada da Iglesias a Sant’Antioco’. E poi ‘23 frazioncine sparse, la più lontana a 15 chilometri, la più vicina a un chilometro; infine, tra le frazioni, un centinaio di case disperse completa questo paesaggio umano, che non ha nulla di simile in Sardegna’.
Per concludere, sottolineandone ancora i tratti significativi, che lo rendono unico nell’isola, ‘il furriadroxius lascia alla coltivazione una parte molto più considerevole di quella dello stazzo’, proprio delle altre regioni della Sardegna, poiché ‘il Sulcis marittimo, dal rilievo dolcemente ondulato, non manca di terreni fertili’281. E infatti il Sulcis arriva ‘a produrre grano sufficiente per il suo consumo  e spesso per la vendita all’esterno’. E infine sull’allevamento, ‘I bovini, in tutto 14.200, sono animali da lavoro. Le capre in numero di31.000…..Il patrimonio ovino del Sulcis conta più di 70.000 capi’, la cui produzione di latte, ‘ viene trasformata nella stessa fattoria in formaggi, che vengono venduti ai commercianti di Cagliari’.
‘Non un uomo, non una casa’, aveva detto Mussolini. Proprio una ‘landa quasi completamente deserta’, no, questo Sulcis, con i suoi uomini che coltivavano la terra e allevavano animali in case costruite da loro stessi, ripopolando il territorio e sottraendolo, per quanto potevano, alla malaria, attraverso le pratiche agricole.   Ma a partire, direttamente, dallo spazio su cui la città stessa verrà costruita, sui medaus e i furriadroxius che vanno da Cannas a Serbariu, precisamente ‘23 frazioncine sparse’, come ci dice il geografo francese, solo nel territorio del Comune appena soppresso, Serbariu appunto, per far largo alla Carbonia dell’ACaI.    Alla luce, in particolare, degli scritti di Maurice Le Lannou, ‘frutto di una lunghissima  frequentazione della Sardegna, lungo quasi tutti gli anni Trenta’, come dice il prof. Manlio Brigaglia nella Nota alla quarta edizione.
Tutta puntellata la città di Carbonia, dentro e nei suoi confini, da produzioni agricole, fin dove inizia la macchia destinata alle greggi di capre: Cannas e l’Orto di Guerra e le zone ancora oggi verdi di Serbariu, Medadeddu, Barbusi, Caput Aquas, il cui sbarramento alimentava nei primi anni la città stessa, e Medaus e’ su Rei, fino Is Gannaus, Sirai e Flumentepido. Tutto  puntellato di acque il territorio del Sulcis, che scendono dai monti  ricchi di foreste, abitate da cervi e mufloni: oltre al Cixerri che ne determina i confini, Rio Cannas e Riu San Milanu, in città, Riu M. S’Orcu poco dietro, verso Perdaxius e Funtanona, Villarios, la Sorgente di Nuxis, Le sorgenti di Zinnigas, e Acquas callentis,  Aquacadda, Is Arrius, queste tre ultime denominazioni di territori, più e più volte presenti a margine dei vari paesi o furriadroxius: tutte acque oggi convogliate, non a caso, in dighe e invasi, il Cixerri, Bau Pressiu, Lago Medau Zirimilis, diga di Monte Pranu, a Tratalias, spesso con relativa canalizzazione adatta alle  culture. E, non a caso, sempre ai margini della città,  nascevano, già negli anni del discorso di Mussolini,  l’Azienda agraria di Cortoghiana, l’Azienda agraria di Bacu Abis, quella di San Giovanni Suergi, l’Azienda agraria dell’ACaI. ‘Non una goccia d’acqua’, aveva detto Mussolini nel suo discorso: tutt’altro che una landa quasi deserta invece, a quanto pare, questo Sulcis, che si apre intorno a Carbonia! Ben nota la qualità della sua terra, quella del cosidetto Basso Sulcis in particolare,  e delle sue produzioni agricole. E poi, anche qui, le sue importanti foreste, di lecci e di querce, che ospitavano un tempo cervi e mufloni, da Domus de Maria a Santadi fino a Siliqua e  Capoterra, oggi Parco naturale regionale  di Gutturu Mannu. E poi la pescosità dei suoi mari e delle sue lagune, da Teulada a Sant’Antioco a Carloforte, fino a oltre Portoscuso. Ancora oggi testimonianza di un passato da valorizzare, se appena una minima parte dell’enorme quantità di danaro piovuta incondizionatamente  su Carbonia, al tempo dell’ACaI fascista, gli fosse stato destinato, tra i finanziamenti destinati alle miniere. Se solo si fossero garantite le bonifiche e la lotta alla malaria, come in altre parti d’Italia è successo, e adeguati i mezzi e le coltivazioni alle esigenze di una più moderna azienda, che superasse l’arretratezza endemica sarda e caratteristica dell’intero Meridione.
Attività agricole e pastorali ancora resistenti al tempo, quelle dei medaus  e dei furriadroxius, ma rese più povere dal mancato intervento politico, al punto da   rendere appettibili, per i contadini, gli ugualmente miseri salari di miniera, e tollerabili i livelli di sfruttamento, tra i più crudeli della storia anche in questi tempi moderni. E’ probabilmente l’ACai a  trasformare in una landa desolata un paesaggio rurale secolare, fondato su forme di produzioni agricole spontaneamente affiancate all’allevamento, autosufficiente per il territorio e capace di costruire vera  aggregazione sociale. Sostituendosi ad esse per decreto regio, che tutto comprende. Il reclutamento dei minatori nel territorio, con relativo immediato abbandono delle campagne, al punto da dover approvvigionare interamente di generi di prime necessità, una zona  prima pressocché autosufficiente, con le navi aziendali che arrivano dal Continente e che si bloccano durante la guerra, esponendo le popolazioni alla fame e alla sofferenza, ancora così presente nei ricordi dei più vecchi tra gli abitanti. L’ACai che tutto comprende, persino le bonifiche, peraltro già definite su tutta l’Italia da  progetti e finanziamenti dei precedenti governi liberali. Senza, in Sardegna, garantirne esito alcuno, come succede invece altrove, anzi impoverendo il territorio, come amaramente denuncia il promemoria, già citato, del prefetto di Cagliari  al ministro dell’interno, luglio 1941, sulla situazione economica della provincia.   Che  segnala il fallimento del regime, ‘la produzione provinciale non basta a questa provincia, tranne che per il bestiame, il formaggio e il vino; per il resto è necessaria l’integrazione del continente. Se si fa eccezione per l’oasi Mussolinia, l’economia agricola dell’intera provincia è tutt’altro che fiorente. Non han dato utili risultati i sistemi seguiti per la bonifica terreni e la trasformazione agraria, nessuna bonifica è stata ultimata, in gran parte perduti i lavori eseguiti e le somme spese, mentre in tutta la provincia infierisce la malaria. Pochissime le sue terre trasformate a cultura razionale’.
‘Una landa quasi completamente deserta, sì, solitudine e malaria, sì, ma probabilmente  a causa dell’ACaI e del fascismo e della guerra fascista stessa.   La presenza di culture centenarie e vitalità diverse, del tutto ignorate dall’Azienda, padrona dell’ampio territorio cittadino, ormai sottratto agli antichi abitanti. Come dice Giulio Angioni, nello scritto per i cinquant’anni dalla fondazione, ‘qui, cinquant’anni fa, un cantiere smisurato in pochi mesi cancellava il villaggio di Serbariu, inghiottiva alcuni ovili, i medaus e diventava Carbonia, la città del carbone autarchico’, che ‘non nasceva nel vuoto totale: gli studiosi  dell’insediamento umano la chiamano antropizzazione a bassa densità, … a significare la scarsità della popolazione, caratteristica secolare del Sulcis’. Distolti dall’agricoltura e dalla pastorizia, per trasferirsi nelle gallerie della miniera, man man che il livello di vita nelle campagne si faceva sempre più misero: come ai vecchi bei tempi della Prima Rivoluzione industriale, lo spostamento in massa dalla campagna verso le imprese nascenti della città.  Senza tuttavia grandi prospettive per l’occupazione di massa e per il riscatto di quel territorio, ora e per sempre irreversibilmente segnato dal venir meno di una struttura agro pastorale, che avrebbe dovuto essere invece, essa stessa, attraversata dalla modernizzazione, piuttosto che  cancellata in suo nome.  Senza la garanzia, in ogni caso, di un sicuro processo di riaggregazione sociale nei luoghi di lavoro, foriero sempre, il suo venir meno, di continua emigrazione verso Francia, Belgio e Germania,  che solo la solidarietà creata dai movimenti popolari, durante il dopoguerra, è riuscita per qualche tempo a rinsaldare. A chiarirlo in termini oggettivi è, durante il fascismo, la scarsa fiducia degli operai stessi nel futuro della miniera, che vanno e vengono dalla città nuova ai luoghi di origine,  in modo disordinato e incontrollabile, fin dalla nascita di Carbonia e poi durante tutto lo svolgersi del conflitto. Dovendo infine, nel dopoguerra, certo con ben altra consapevolezza acquisita durante le lotte contro i licenziamenti, ancora fare i conti col massiccio turnover caratteristico delle zone minerarie, per le alterne vicende cui esse devono sempre sottostare. Ancor più in tempo di pace, quando si definiscono di nuovo, in un contesto mondiale più ampio, livelli produttivi, mercati e concentrazione industriale.

References

  1. ^ 1° settembre. (www.democraziaoggi.it)

Fonte: Democrazia Oggi


          

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Predám hliníkový set pedálov kombinovaný z EPDM gumou. Dodáva sa vrátane montážného príslušenstva. Peugeot 207 301 307 208 2008 308 408 atd.. CITROEN C3 C4 DS 3 4 6 atd.. Inzerát je platný až do jeho zmazania. Poštovné 3.50 euro cele slovens ...
          

Živo na kurtech. Kvitová hlásila: Dobrá zpráva, bylo fajn hrát zase tenis   

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/FOTOGALERIE/ Do ruky vzala raketu, promnula míček v prstech. A bum! Petra Kvitová se takřka po měsíci objevila na kurtu. Bylo jí to dovoleno. V úterý se totiž otevřela řada sportovišť - ano, alespoň část "karanténních" opatření skončila. "Dobrá zpráva," řekla česká hvězda. 
          

Prodané zápasy. Jak mafie loví mezi tenisty: Je třeba být obezřetný, ví hříšník   

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Co se asi tak honí v hlavě tenistovi, který se rozhodl prodat svůj zápas, stojí na kurtu a musí prohrát, ale pokud možno tak, aby to nebilo do očí? Poutavý průhled do mysli fixlujícího sportovce nabízí Nicolás Kicker. Argentinec, který to předloni dotáhl až do osmé desítky žebříčku ATP, pak na něj ale prasklo, že už v roce 2015 „střelil“ minimálně jeden duel.
          

Průzkum mezi sportovci z Prahy: Prskavec běhá, Beran si rád odpočine u vína   

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Podívejte se, čím se teď, ve stavu nouze, zaobírá třeba bývalý fotbalový reprezentant David Jarolím, výborný atlet Jakub Holuša nebo dlouholetá opora basketbalistek USK Praha Tereza Vyoralová. Mimochodem: víte, že novou činnost si musel najít i borec věnující se famfrpálu?
          

PRŮZKUM: Co dělají sportovci z Prahy? Prskavec běhá, Beran si rád odpočine   

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Liší se chování sportovců v Praze od těch v Ostravě? Unikátní průzkum ukázal, že ve stavu nouze ano. Redaktoři Deníku oslovili dohromady 700 sportovců. 
          

Sostegno psicologico per i familiari di pazienti ricoverati per Covid, attivato un nuovo servizio   

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Collaborazione fra AUSL Ferrara e l’associazione “Progetto S. Giorgio”

"SiamoConTe": supporto psicologico fino al 31 maggio.

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Ai costruttori tedeschi serve l’Italia   

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Le case automobilistiche tedesche confermano alla cancelliera Merkel che senza il supporto dell’industria italiana non sono più in grado di produrre con regolarità.
          

Crisis y medidas comerciales: ¿regreso al proteccionismo?   

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Fecha de publicación: 
Lunes 3 agosto 2009
Autor: 
Doporto Miguez, Ivana; Fossati, Verónica; Galperín, Carlos
Numeración: 
15
Tipo: 

          

Aeroporto parado, taxistas sem trabalho (Vídeo)   

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Sportoviště otevřeno   

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Sportoviště je dle mimořádného opatření ze dne 06.04.2020 č.j. MZDR15190/2020-4/MIN/KAN s účinností od 07.04.2020 otevřeno veřejnosti za splnění těchto podmínek:

- nošení ochranných prostředků dýchacích cest (nos, ústa), které brání šíření kapének, a to s výjimkou venkovních sportovišť, kdy jsou sportující osoby, popř. skupina společně sportujících osob, odděleny od jiných osob fyzickou překážkou (např. stěna nebo plot) nebo vzdáleností nejméně 2 metry,

- společně sportují jen dvě osoby, s výjimkou členů domácnosti, popřípadě při sportování od jiných osob zachovávají odstup nejméně 2 metry,

- nejsou využívány související vnitřní prostory sportoviště, zejména společné šatny, umývárny, sprchy a podobná zařízení, ve kterých by nebyly plněny shora uvedené podmínky.

 

 

Viz. Mimořádné opatření ze dne 06.04.2020 č.j. MZDR15190/2020-4/MIN/KAN.


          

Stagione turistica, Confcommercio: "Dopo Pasqua speriamo sia possibile preparare cibi d'asporto"   

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"E' necessario che titolari di alberghi, chioschi e stabilimenti possano iniziare a predisporre le strutture per...
          

Branża transportowa nie skorzysta na tarczy antykryzysowej. Bez realnej pomocy przewoźników czeka fala upadłości   

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– Branża transportowa znalazła się w tragicznej sytuacji, przewoźnicy stoją pod ścianą – mówi Jan Buczek, prezes Zrzeszenia Międzynarodowych Przewoźników Drogowych w Polsce. Jak podkreśla, przedsiębiorcy bardzo liczyli na rozwiązania zawarte w rządowej tarczy antykryzysowej, ale ta praktycznie nie objęła branży transportowej. Bez rządowej kroplówki i zastrzyku finansowania czeka ją fala upadłości. Część właścicieli firm działających w branży, która zatrudnia ponad 0,5 mln pracowników, już rozpoczęła zwolnienia.

– Tarcza antykryzysowa, która miała pomóc gospodarce, na dobrą sprawę jest tylko populistycznym instrumentem rządzących i w niewielkim stopniu przysłuży się przedsiębiorcom, a już na pewno nie pomoże transportowi międzynarodowemu. Prosiliśmy zarówno posłów, jak i senatorów o wprowadzenie zmian, ale one zostały zdeptane w ostatecznej rozgrywce sejmowej, co jest obrzydliwym gestem wobec właścicieli firm, którzy liczą dziś każdą złotówkę. Wszyscy mamy świadomość, że utrzymanie naszych firm to już nie tylko problem przedsiębiorców, ale to problem całej gospodarki – mówi agencji Newseria Biznes Jan Buczek, prezes Zrzeszenia Międzynarodowych Przewoźników Drogowych w Polsce.

Jak podkreśla, cała branża transportowa znajduje się w tej chwili w tragicznej sytuacji. Przewoźnicy stoją pod ścianą i nie mają pieniędzy na tankowanie i wysyłanie samochodów w trasy. Tylko nieliczne firmy decydują się jeszcze na wydanie ostatnich pieniędzy na obsługę rynku.

– Dostaliśmy od rządzących bardzo wyraźny sygnał, z którego wynikało, że transport jest niezbędny, ponieważ obawiano się zakłóceń gospodarczych, zakłóceń w dostawach towarów do sklepów, aptek czy firm produkcyjnych. Proszono nas, żebyśmy utrzymali swoje usługi, i tak zrobiliśmy. Wydaliśmy wszystkie pieniądze na wykonywanie przewozów – mówi Jan Buczek.

Transport międzynarodowy jest kluczowy dla zapewnienia działalności funkcjonowania gospodarki, a polscy przewoźnicy są potentatem z około 25-proc. udziałem w całym europejskim rynku. Jak podkreśla prezes ZMPD, branża ma ogromne obroty, ale ze względu na dużą konkurencyjność rynku działa na symbolicznych, niskich marżach. Od początku kryzysu związanego z pandemią koronawirusa przewoźnicy kontynuowali działalność, podtrzymując wymianę gospodarczą, ale większości z nich skończyły się już środki na bieżącą działalność, bo na samo zatankowanie i wysłanie w trasę pojedynczej ciężarówki trzeba wydać ok. 5 tys. zł. Bez rządowej kroplówki i zastrzyku finansowania branżę transportową, która zatrudnia ponad 0,5 mln pracowników, czeka fala upadłości.

– Oczekiwaliśmy zwolnienia z podatku CIT, PIT, VAT i zniesienia składek na ZUS. Chodziło o pozyskanie tych pieniędzy, których nie musielibyśmy wydawać na daniny publiczne, żeby móc dalej wysyłać samochody po towar. Pomimo wcześniejszych zapowiedzi to zostało odrzucone. Prosiliśmy też o ochronę naszych kierowców, którzy mogą ulec zakażeniu chociażby na stacjach paliw czy w obiektach użyteczności publicznej. Dlatego prosiliśmy, aby przy każdym stwierdzeniu objawów zakażenia koronawirusem natychmiast obejmować ich testami, tak jak pracowników służby zdrowia, ale niestety tu również nas nie wysłuchano – wymienia prezes Zrzeszenia Międzynarodowych Przewoźników Drogowych w Polsce.

Zrzeszenie ocenia, że w rządowej tarczy kryzysowej – obok rozwiązań zapewniających bezpieczeństwo kierowcom (obowiązkowe testy dla powracających z zagranicy) – zabrakło przede wszystkim tych, które pomogłyby utrzymać firmom płynność, jak zawieszenie płatności rat leasingowych, utrzymanie specjalnego funduszu wsparcia dla przedsiębiorców dotkniętych skutkami epidemii SARS-CoV-2 i zwrotu podatków VAT zgromadzonych na kontach urzędów skarbowych.

Ponieważ wykonujemy przewozy na zlecenie zagranicznych podmiotów, wiele faktur wystawiamy ze stawką VAT zerową. W związku z tym ogromne pieniądze są zablokowane w urzędach skarbowych, które mogłyby nam je zwrócić natychmiast. Taka deklaracja przedstawicieli rządu padła na rozmowach roboczych. Jednak w ani jednym przypadku nie mamy potwierdzenia, żeby to nastąpiło. Urzędy skarbowe nie zwracają nam VAT-u. To najprostsza, niewymagająca żadnych ustaw metoda na zasilenie nas finansami. Te pieniądze przewoźnik – zamiast płacić do Skarbu Państwa – mógłby wydać na paliwo. W związku z tym wielu przedsiębiorców i przewoźników, nie widząc innej możliwości, po prostu zwalnia pracowników i rozwiązuje umowy o pracę – mówi Jan Buczek.


          

Jerzy Kurella: 1,5 mld dol. od Gazpromu trzeba przeznaczyć na racjonalne inwestycje w wydobycie krajowe oraz produkcję biogazu   

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Cena gazu w kontrakcie jamalskim była nierynkowa i przez lata zawyżana – uznał Trybunał Arbitrażowy w Sztokholmie, który wydał wyrok kończący ponad pięcioletni spór o zmianę formuły ceny gazu pomiędzy rosyjskim Gazpromem i PGNiG na korzyść polskiej spółki. Nakazał też wstecznie zmienić sposób naliczania ceny gazu w kontrakcie jamalskim. Nowa formuła będzie ściśle powiązana z notowaniami tego surowca w Europie Zachodniej. PGNiG szacuje, że w związku z tą zmianą Gazprom będzie musiał zwrócić jej nadpłatę w wysokości 1,5 mld dol., czyli ok. 6,2 mld zł. – Ta kwota powinna zostać przeznaczona na racjonalnie prowadzone inwestycje w wydobycie krajowe oraz technologie związane z produkcją biogazu – zauważa były prezes spółki Jerzy Kurella. 

– Wygrana PGNiG w arbitrażu w Sztokholmie ma duże znaczenie dla spółki. Zmienia usytuowanie PGNiG na europejskim rynku w tym sensie, że będziemy traktowani jak inni odbiorcy gazu związani kontraktami z Gazpromem. To jednak nie spowoduje, że ceny dla odbiorców końcowych PGNiG zostaną obniżone. Wręcz przeciwnie: skoro mamy teraz powiązanie cen z tzw. hubami gazowymi w Europie, ceny będą się zmieniać tak jak na całym europejskim rynku – mówi agencji Newseria Biznes Jerzy Kurella, ekspert ds. energetycznych Instytutu Staszica, doradca prezydenta Pracodawców RP i były prezes PGNiG. – Paradoksalnie może się okazać, że cena w dotychczasowej formule cenowej w kontrakcie jamalskim, która była silnie skorelowana z cenami ropy naftowej, notującymi obecnie historyczne minima, mogłaby być niższa od tych, które teraz obowiązują w Europie Zachodniej. 

Polska jest uzależniona od importu gazu – z zagranicy pochodzi ok. 70 proc. tego surowca, przy czym ok. 60 proc. to właśnie gaz pochodzenia rosyjskiego (jeszcze 10 lat temu ten udział sięgał blisko 90 proc.). Błękitny surowiec z Rosji jest dostarczany na podstawie kontraktu jamalskiego, zawartego w 1996 roku przez PGNiG z rosyjskim Gazpromem, którego pozycja monopolisty umożliwiała narzucanie nierynkowych cen. Kontrakt przewiduje dostawy ok. 10,2 mld m3 gazu rocznie i zgodnie z zawartą w nim klauzulą „take or pay” (pol. bierz lub płać) PGNiG musi płacić za co najmniej 8,7 mld m3 gazu rocznie, nawet jeśli go nie odbiera.

Zgodnie z kontraktem każda ze stron może co trzy lata wystąpić o zmianę ceny gazu, jeżeli uzna, że aktualna nie odpowiada warunkom rynkowym. PGNiG skorzystało z tej możliwości 1 listopada 2014 roku, wnioskując o renegocjację ceny kontraktowej. Ponieważ Gazprom odrzucił powyższe żądanie, PGNiG w maju 2015 roku skierowało sprawę do Trybunału Arbitrażowego w Sztokholmie. Ostatecznie, realizując procedurę zapoczątkowaną w 2014 roku, polska spółka w lutym 2016 roku złożyła pozew przeciwko Gazpromowi, rozpoczynając część sądową procedury przed trybunałem. Ten wydał właśnie korzystny dla PGNiG wyrok, kończący ponad pięcioletni spór.

 W 2014 roku zespół, którym kierowałem, postanowił fundamentalnie zmienić dotychczasową filozofię i sposób rozliczania cen kontraktowych z Gazpromem. Wystąpiliśmy o to, aby ceny gazu w kontrakcie odpowiadały cenom gazu na konkurencyjnym rynku europejskim. Wcześniej wszystkie negocjacje i renegocjacje polegały na tym, że PGNiG występowało o procentową obniżkę ceny, która wynikała z formuły zapisanej w kontrakcie. My uważaliśmy, że dla polskiej gospodarki, PGNiG oraz odbiorców gazu w Polsce niezwykle istotne jest, żeby nasze ceny gazu były adekwatne do tych, które otrzymują inne kraje Unii Europejskiej na podstawie kontraktów długoterminowych. Już w 2014 roku pokazaliśmy, że chcemy być traktowani na zasadach partnerskich, tak jak inni kluczowi odbiorcy gazu z krajów UE – wyjaśnia ówczesny wiceprezes PGNiG.

Dążenie to było konsekwentnie realizowane w 2015 roku, jak również przez zarząd wybrany w 2016 roku.

– Dzięki zaangażowaniu służb handlowych PGNiG oraz wybitnym prawnikom, m.in. z kancelarii Weil, Gotshal & Manges (obecnie Rymarz-Zdort), mecenasowi Łukaszowi Rozdeiczerowi oraz naszym szwedzkim doradcom prawnym, którzy byli z PGNiG od samego początku, dziś możemy wspólnie świętować ten sukces. To pokazuje, że są sprawy, które dla wspólnego dobra łączą ponad podziałami politycznymi, a następcy kontynuują to, co rozpoczęli poprzednicy – wyjaśnia Jerzy Kurella.

Trybunał Arbitrażowy w Sztokholmie uznał argumenty PGNiG i potwierdził, że cena gazu w kontrakcie jamalskim była nierynkowa i przez lata zawyżana. Nakazał też zmienić sposób jej ustalania. Nowa formuła cenowa jest bezpośrednio powiązana z notowaniami gazu w Europie Zachodniej i będzie naliczana wstecznie – od 1 listopada 2014 roku, czyli od momentu, w którym PGNiG wystąpiło do Gazpromu z wnioskiem o renegocjacje ceny kontraktowej. Spółka wstępnie szacuje, że w związku z tym wyrokiem Gazprom będzie zobowiązany zwrócić jej nadpłatę w wysokości ok. 1,5 mld dol.. (ok. 6,2 mld zł). Dla PGNiG oznacza to też znaczącą poprawę cenowych warunków importu gazu. 

Wyrok Trybunału Arbitrażowego w Sztokholmie jest wiążący dla obu stron od momentu jego ogłoszenia. PGNiG poinformowało, że podejmuje już działania w celu uzyskania od Gazpromu należnej nadpłaty. Poprawi to sytuację finansową spółki, ale nie przełoży się na ceny, po których sprzedaje ona gaz odbiorcom końcowym.

– Gdyby podzielić szacowaną należność w wysokości 1,5 mld dol. na 7 mln odbiorców, kwoty byłyby śmieszne. Dlatego rozsądniej byłoby wykorzystać zasądzoną przez arbitraż w Sztokholmie kwotę na inwestycje czynione przez PGNiG, zwłaszcza na inwestycje związane z racjonalnym wydobyciem krajowym. Uważam, że należałoby również wydać ją na inwestycje związane z biogazem i rozbudowę sieci gazowniczej Polskiej Spółki Gazownictwa. To o wiele lepiej przyczyni się do rozwoju rynku gazowego w Polsce niż ewentualne oddawanie klientom po 1,5 zł do rachunku gazowego co miesiąc – mówi ekspert ds. energetycznych Instytutu Staszica.

Kontrakt jamalski ma zakończyć się z dniem 1 października 2022 roku. Pod koniec ubiegłego roku PGNiG, zgodnie z wymogami, na trzy lata wstecz przekazało Gazpromowi oświadczenie woli jego wygaszenia. Spółka podkreśla też, że konsekwentnie realizuje strategię dywersyfikacji kierunków dostaw gazu, żeby zwiększyć krajowe bezpieczeństwo energetyczne. Udział paliwa kupowanego od Gazpromu w całym imporcie polskiej spółki spadł z 87 proc. w 2015 roku do 60 proc. w roku ubiegłym. Wzrósł za to import gazu skroplonego (LNG) sprowadzanego z Kataru, USA i Norwegii do terminalu w Świnoujściu. W ubiegłym roku udział LNG w imporcie gazu przez PGNiG wyniósł już 23 proc.

Po 2023 roku wielkość zakupu LNG przez PGNiG istotnie wzrośnie do ok. 12 mld m3 po regazyfikacji rocznie. Ponadto w 2022 roku planowane jest uruchomienie gazociągu Baltic Pipe, który połączy Polskę, przez Danię, z Norweskim Szelfem Kontynentalnym. Przepustowość gazociągu umożliwi importowanie do 10 mld m3 gazu rocznie, a uzupełnieniem dostaw z zagranicy ma być wydobycie krajowe w wysokości ok. 4 mld m3 rocznie.

– Polityka dywersyfikacji jest bardzo istotna i od lat PGNiG ją realizuje. Przykładem jest terminal gazowy LNG w Świnoujściu. Drugim ważnym elementem jest racjonalnie prowadzone wydobycie krajowe. Trzecim powinna być produkcja biometanu – mam tu na myśli tzw. zielony gaz, czyli intensywne wejście PGNiG w koncepcję związaną z pozyskiwaniem biogazu pochodzącego z biogazowni rolniczych. Może to być istotne uzupełnienie miksu surowcowego i strategia odejścia od kosztownego zakupu gazu z importu, bez względu na kierunek jego pochodzenia. Dzisiaj, w tym trudnym okresie perturbacji związanych z pandemią koronawirusa, nikt nie ma wątpliwości, że polskie koncerny energetyczne i paliwowe powinny zwrócić większą uwagę na wykorzystanie źródeł krajowych. Potrzebne są takie inwestycje, dzięki którym, w przypadku nadzwyczajnych sytuacji, polscy odbiorcy będą mogli czuć się bezpiecznie – mówi ekspert ds. energetycznych Instytutu Staszica.


          

Wzrost rynku obuwniczego zahamowany przez koronawirusa. Sklepy stacjonarne odpowiadały za 70 proc. sprzedaży   

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Jeszcze w lutym firma CCC prognozowała wzrost rynku obuwniczego w tym roku na 3–4 proc. Dziś wiadomo, że trudno będzie utrzymać to tempo, ponieważ sklepy stacjonarne, które od ponad dwóch tygodni pozostają zamknięte, odpowiadały dotąd za 70 proc. sprzedaży. W tym czasie znacząco wzrósł jednak ruch w kanale online. Ten trend może się utrzymać także po opanowaniu pandemii i w znacznym stopniu może  wpłynąć na rynek. Podobnie jak zmiany pogodowe, ekologia oraz globalizacja trendów modowych.

– Część z konsumentów dotychczas niewykorzystująca cyfrowych kanałów do zakupów obuwia może się do nich trwale przekonać. Jako największy podmiot na rynku sprzedaży obuwia online widzimy silny wzrost sprzedaży w kanałach cyfrowych de facto od pierwszego dnia zamknięcia sklepów stacjonarnych, niemniej jednak trudno na dziś ocenić, na ile ten wzrost jest stały – mówi agencji Newseria Biznes Szymon Filipczak, head of strategy CCC.

Jak podkreśla, funkcjonowanie w tych nowych, nadzwyczajnych warunkach jest dużym wyzwaniem również dla firm z branży obuwniczej, które muszą działać przy ograniczonym dopływie gotówki z bieżącej sprzedaży.

– Należy na to nałożyć także sytuację makroekonomiczną i scenariusze wyhamowania wzrostu gospodarczego w najbliższych kwartałach. Spodziewamy się, że może to implikować przesuwanie się popytu konsumenckiego w kierunku niższych półek cenowych, co akurat jako CCC bardzo dobrze adresujemy – zapewnia Szymon Filipczak.

To oznacza, że prognozowany jeszcze w lutym przez spółkę wzrost rynku o kilka procent będzie trudny do utrzymania. W ostatnich latach nie było z tym problemów, bo rynek rozwijał się w tempie szybszym niż krajowa gospodarka.

W ostatnich latach zaszło na tym rynku wiele zmian. Jedną z nich jest rosnący udział kanału online, widoczny wyraźnie już od kilku kwartałów. Tego trendu sytuacja z koronawirusem nie odwróci, a wręcz przeciwnie, może nawet wzmocnić.

– Rynek zmienia się wraz z rosnącymi oczekiwaniami klientów w zakresie dostępności oferty, a więc wielokanałowości. Konsumenci oczekują dziś możliwości dokonywania zakupów w każdym momencie – mówi przedstawiciel CCC .

Jak podkreślił Szymon Filipczak podczas wywiadu realizowanego jeszcze przed wybuchem pandemii, kolejny istotny trend zauważalny na rynku ma związek z globalizacją i bardzo szybkim rozprzestrzenianiem się trendów modowych.

 Konsument oczekuje dziś przede wszystkim wygody, co obrazuje bardzo szybko rosnący segment obuwia sportowego. To w tej chwili najszybciej rosnący segment rynku – zarówno w Polsce, jak i w Europie. Ten trend nazywamy sneakeryzacją czy casualizacją. Obserwujemy go na ulicy czy w biurach – wszyscy odchodzimy dziś od stricte formalnego ubioru i obuwia na rzecz luźniejszego stylu – mówi ekspert CCC.

Polski konsument staje się coraz bardziej wymagający. Obok ceny, która nie jest już jedynym kryterium zakupowym, liczy się dla niego także jakość, dostępność produktu i zgodność z najnowszymi trendami w modzie.

– W różnych częściach świata preferencje klientów oczywiście się różnią. Dla przykładu, w regionie Zatoki Perskiej i Bliskiego Wschodu oferta letnia dominuje przez cały rok. W Europie Zachodniej klienci z kolei kładą duży nacisk na obuwie klasyczne, komfortowe. Projektanci kolekcji damskich na rynkach zachodnioeuropejskich częściej kierują się wygodą, klientki wybierają więc niższe szpilki niż kobiety w Europie Środkowo-Wschodniej. Jednak mamy przy tym pewne trendy ponadregionalne – jednym z nich jest właśnie szybki rozwój segmentu obuwia sportowego, obserwujemy go na wszystkich rynkach, na których jesteśmy obecni – mówi Szymon Filipczak.

W ostatnich latach czynnikiem, który wpływa na rynek obuwniczy, są też zmiany klimatyczne. Ze względu na cieplejsze temperatury i brak śnieżnych zim obuwie zimowe staje się mniej potrzebne, rośnie za to segment obuwia całorocznego.

 Zmiany klimatyczne prowadzą do wypłaszczania się sezonów pogodowych. Nie obserwujemy już tak śnieżnych zim, w tym roku na palcach jednej dłoni można policzyć dni, w których padał śnieg. Stąd też zmieniają się preferencje i oczekiwania konsumentów. Na ulicach widzimy, że część osób praktycznie przez całą zimę chodziła w obuwiu wiosennym. Równocześnie widzimy, że bardzo szybko rośnie właśnie segment obuwia sportowego – mówi ekspert CCC.

Rosnącego znaczenia w branży obuwniczej nabiera też ekologia. Konsumenci przywiązują coraz większą wagę do tego, z jakich materiałów – i jakiego pochodzenia – to obuwie jest wykonane. Grupa CCC zamierza w nadchodzących latach kłaść mocniejszy akcent na ten segment rynku.

– Widzimy rosnącą świadomość w zakresie produktów ekologicznych, rosną oczekiwania klientów związane z ochroną środowiska. Stąd jako Grupa CCC mamy już w ofercie produkty z odpowiednimi certyfikatami skór ekologicznych, chociażby linię Lasocki Kids. W tym roku planujemy poszerzenie tej oferty o kolejne linie produktowe. W tym roku pojawią się w niej właśnie produkty z linii eko – mówi Szymon Filipczak.


          

Rapporto Istat su disponibilità di strumenti e ambienti di studio in epoca di didattica digitale   

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La ricerca evidenzia ulteriori aspetti della povertà educativa. Secondo la FLC CGIL, si conferma la necessità di investire...
          

UNIKÁTNÍ PRŮZKUM: Čtrnáct krajů, 700 sportovců. Co teď dělají?   

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Liší se chování sportovců v Praze od těch v Ostravě? Unikátní průzkum ukázal, že ve stavu nouze ano. Redaktoři Deníku oslovili dohromady 700 sportovců. 
          

Průzkum mezi sportovci z Vysočiny: Endál se věnuje dceři, Svoboda dál trénuje   

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Podívejte se, čím se teď, ve stavu nouze, zaobírají například vynikající atlet Petr Svoboda nebo hokejisté Adam Zeman a Lukáš Endál. Mimochodem: všimněte si, že oblíbenou činností je i práce se dřevem.
          

Individuálně sportovat bude možné bez roušek, vláda od čtvrtka umožní i provoz některých prodejen   

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Vláda Andreje Babiše na jednání v pondělí 6. dubna přistoupila k částečnému uvolnění přísných protiepidemických opatření. Od úterý umožní lidem individuálně sportovat bez roušek, ve čtvrtek budou moci otevřít některé dosud povinně zavřené obchody a od úterý 14. dubna bude možné vycestovat z České republiky v nezbytných případech.
          

ČT SPORT - PETR MAREK - CYKLISTIKA MÁ   

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připraveno spoustu programů ... Hostem programu ČT sport byl dnes i prezident Českého svazu cyklistiky pan Petr Marek. V rozhovoru s Michalem Dusíkem mluvil o programech cyklistiky do budoucna, po uvolnění sportovních aktivit, které byly zastaveny v souvislosti s COVID-19 ... Více přímo v pořadu pod přiloženým odkazem ... Rozhovor s Petrem Markem začíná v čase 15:38 ...
          

YAMAHA 350 - 1 999   

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Ponukam na predaj Yamahu WARRIOR S Rok- 2002 Obsah-350 Je to 6 rýchlostný manual , toto je športová verzia je trochu širšia ako obyčajný WARRIOR Vymene su tam všetky čapy na predných ramenách, nove tlmiče , nove gumy, olej +filter vzduchovy KN , ...
          

Yamaha Yz 125 (2017) - 4 000   

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Predám Yamahu yz 125 (2017) Motorka je v top stave 0mth od generálky celého motora. Repas predných tlmičov + komplet reťazová sada a reťaz s o-rings. Náboje v kolesách Haan Wheels (500€), športové klapky V-force 4 (190€), pro taper volant a veľa ďal ...
          

Matteo Salvini a húsvéti misék korlátozottan nyilvános megtartását kéri   

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“A húsvét a mi Urunk Jézus Krisztus feltámadásának ünnepe, és olaszok millióinak ez a reményadás fontos pillanata lehetne.” “Támogatom azoknak a kérését, akik rendezett és kiscsoportos módon, a közegészség teljes tiszteletben tartásával, akár három, négy vagy ötfős csoportokban templomba akarnak menni húsvéti misére.” – jelentette ki szombati televíziós interjújában Matteo Salvini, Olaszország volt belügyminisztere...

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A koronavírus miatt hazatelepült román bűnbandák tagjait verték össze a román csendőrök   

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Lassan a csendőrök is megunják, hogy világjárvány idején is akadnak, akik folyton kijátsszák a szabályokat, és ráadásul a környezetük megfélemlítésétől sem riadnak vissza – legalábbis erre következtethetünk a SpyNews riportjából, a lap szerint Teleormán megyében a csendőrök össze-vissza vertek egy Olaszországból, Spanyolországból és Angliából hazaérkező alvilági figurákból álló csoportosulást. Az említett...

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Kocsis Máté tisztázta a “kivéreztetett” önkormányzatok helyzetét: ők a legkisebb tehervállalók   

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Itt van az igazság az önkormányzatokról, amelyekről úgy beszél az ellenzék, hogy ki lettek véreztetve: Kb. az egy százalékos bevételkieséstől zavarodtak meg az ellenzéki pártok…   * 2000 milliárd átcsoportosításról döntött a kormány * 1875 milliárd a kormány saját költségvetéséből * 55 milliárd a pénzügyi szektor hozzájárulása * 36 milliárd...

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Visszatérő rendőri kontroll a fővárosi közterületeken   

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Visszatérően fogják ellenőrizni a rendőrök azokat a közterületeket és nyilvános helyeket, amelyeket hétvégén csoportokban lepték el az emberek a fővárosban.
          

Sculpture Center New York: concorso internazionale per artisti   

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“In Practice” è il concorso internazionale per artisti che premia la scultura e la sua capacità di connessione con le altre arti. La call è indetta dallo Sculpture Center di New York. Gli artisti selezionati riceveranno un premio compreso tra 250 e 2.000 dollari come supporto alla produzione e varie risorse per la produzione delle opere. È possibile partecipare fino al 15 giugno 2020. […]
          

Samsung Power Bank külső akkumulátor 10000mAh 2x USB 2A ezüs   

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A termékleírás automata fordítóval lett fordítva, ezért néhol értelmetlen szavak fordulhatnak elő benne. Ha kérdése van a termékkel kapcsolatban, kérem írjon nekünk üzenetet. Magyar nyelvű termékleírás: Samsung teljesítmény bank 10000mAh 2x USB 2A: nagy kapacitású teljesítmény bank 2 porttal A nagy mennyiségű port - multifunkcionális teljesítmény bank 2 porttal. 2x USB a töltéshez a mobil eszközök és a említette. C típusú USB töltés tartozék is. Hatalmas kapacitás - 10000 mAh lehetővé teszi, hogy töltse fel az eszközök több alkalommal. A tökéletes módja annak, hogy online marad több napon át a kemping, túrázás, vagy egy zenei fesztivál. 2 eszköz egyidejűleg - 2 kimeneti portok (2x USB) = töltés 2 eszköz egyszerre. Ön és családja vagy barátai. Anélkül sorban, hogy némi energiát a készülék számára. Intelligens chip - Állítsa megfelelő áramot a csatlakoztatott eszköz alapján intelligens azonosító technológia. Optimális töltési sebessége felesleges kockázatot. 9 védelmi szinteket - Túláram, túltöltés, mélykisülés, hatalmat, túlfeszültség, rövidzárlat, túlmelegedés, anti-reverse és helyreállítási védelmet. Teljes biztonságot az okostelefon és Powerbank is. Hasznos LED indikátorok - 4 LED kijelző a tiszta és egyszerű módja értesíti Önt erről töltöttségi szintet és a start /vége töltés. Angol nyelvű termékleírás: Samsung power bank 10000mAh 2x USB 2A: Huge capacity power bank with 2 ports A large amount of ports ? multi-functional power bank with 2 ports. 2x USB for charging your mobile devices and mentioned. USB Type C to charge accessory itself. Huge capacity ? 10000 mAh allows you to recharge your devices multiple times. The perfect way to stay online during several days of camping, hiking or at a music festival. 2 devices at the same time ? 2 output ports (2x USB) = charging 2 devices simultaneously. For you and your family or friends. Without waiting in line to get some energy for your device. Smart chip ? Adjust proper current to the connected device based on intelligent identification technology. Optimum speed of charging without unnecessary risk. 9 levels of protection ? Over current, overcharge, over discharging, over power, over voltage, short circuit, overheating, anti-reverse and recovery protection. Complete security for your smartphone and powerbank itself. Useful LED indicators ? 4 LED indicators in the clear and easy way will notify you about battery level and start/end of charging.
          

Aktier/middag: Mærsk og FLS brager frem i optimistisk påskeferiemarked   

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Der er højt humør på de europæiske aktiemarkeder mandag ved middagstid, og ellers hårdt ramte aktier som A.P. Møller-Mærsk, Rockwool, FLSmidth er med til at holde det danske aktiemarked i grønt terræn.

Fremgangen i det danske eliteindeks er dog lidt mere afdæmpet end i resten af Europa, hvor de ledende indeks stiger op mod 3,8 pct. Ved middagstid lyder stigningen i C25-indekset til sammenligning på 0,9 pct. til 1139,02.

- Danmark underperformer kraftigt i dag på grund af vores defensive karakter. Aktierne i Europa kommer stærkt fra start i dag, efter at vi har fået nogle meldinger om coronaudbruddet fra både Italien og også New York, som viser nogle positive tendenser relativt set. Det er udviklingen i coronavirusset, der driver aktierne i øjeblikket, og de nye meldinger giver lidt håb og optimisme, siger Christian Thatje, der er senioraktiehandler hos Sydbank.

Nyhedsbureauet Reuters beskrev også tidligere mandag, at en afmatning i coronadødsfaldene i Italien og Frankrig har løftet håbet om, at man begynder at kunne se en effekt af indførte tiltag.

Samtidig påpeger Christian Thatje, at der er mindre handel i markedet på ugens første handelsdag, som også ligger midt i påskeugen. Ifølge senioraktiehandleren ligger den samlede handelsvolumen mandag omkring 20-30 pct. under de seneste 30 dages gennemsnit.

MÆRSK, ROCKWOOL OG FLSMIDTH I TOPPEN

Særligt god er stemningen omkring A.P. Møller-Mærsk, der ellers har fået klø på aktiemarkedet de seneste uger. Mandag middag stiger transport- og logistikkoncernens B-aktie 7,5 pct. til 6224 kr., men den er fortsat faldet samlet set 35 pct. siden årsskiftet.

- Det er de cykliske aktier, der klarer sig særligt godt i dag, og Mærsk er et klassisk eksempel på en cyklisk aktie, siger Christian Thatje.

Rockwool er også med i toppen af C25-indekset med en stigning på 3,5 pct. til 1234 kr.

Der er mandag ikke store selskabsspecifikke nyheder om selskabet, men topchef Jens Birgersson udtrykker over for Børsen håb for byggebranchen efter coronakrisen, som han ser vende stærkt tilbage.

Cykliske FLSmidth har også en god dag på børsen mandag, hvor aktien stiger 4,3 pct. til 155,50 kr.

I bunden af indekset har en række aktier med en mere defensiv karakter omvendt placeret sig. Det gælder blandt andet Coloplast, Ørsted, Chr. Hansen og Novozymes, der falder mellem 1 pct. og 2 pct.

Lørdag kunne Novo Nordisk fortælle, at EU-Kommissionen har fulgt en anbefaling fra et ekspertpanel og godkendt Rybelsus, der er en oral version af GLP-1-analogen Ozempic, i EU. På grund af den positive anbefaling var det ventet, siger Søren Løntoft Hansen, der er Novo-analytiker hos Sydbank

Novo-aktien ligger 0,2 pct. lavere i 416,50 kr.

VESTAS MED JAPANSK ORDRE PÅ 139 MEGAWATT

Vestas har natten til mandag kunnet fortælle om en japansk ordre på 33 møller med en samlet kapacitet på 139 megawatt (MW).

Derudover har ABG Sundal Collier sænket sit kursmål for aktien til 730 fra 800 kr., mens anbefalingen fortsat er "køb" af aktien, der stiger mandag 0,4 pct. til 577,60 kr.

Både Nordea og Danske Bank har kigget nærmere på GN-aktien, som de begge fortsat anbefaler et "køb" af.

Nordea har løftet sit kursmål for aktien til 366 kr. fra 352 kr., mens Danske Bank omvendt har sænket sit til 350 kr. fra 365 kr. Aktien stiger 2 pct. til 296 kr. efter kort tids handel.

SAS-BRANCHEFÆLLE MED CORONARAMTE TRAFIKTAL

Investorer med hang til SAS kan skæve mod det norske lavprisflyselskab Norwegian, der mandag morgen er kommet med trafiktal for marts, der er hårdt ramt af coronavirusudbruddet.

Udbruddet har lammet luftfartsbranchen over hele verden, og i marts måtte Norwegian se et fald i passagertrafikken på rutefly målt på antal fløjne passagerkilometer (RPK) på 60 pct. SAS kommer med trafiktal tirsdag. Mandag stiger aktien 0,6 pct. til 6,04 kr.

Spar Nord udsteder hybrid kernekapital for 330 mio. kr. med uendelig løbetid og med mulighed for førtidsindfrielse efter fem år. Mandag stiger aktien 6,7 pct. til 42,85 kr.

Bioporto, der sidste uge var i særdeles god form på børsen, hvor aktiens værdi blev tæt på fordoblet, har mandag gennemført sin fortegningsemissionen. Alle 25 mio. aktier er solgt. På børsen stiger Bioporto-aktien 1,6 pct. til 3,1 kr.

/ritzau/FINANS

Tilknyt billede: 

SAS (Fly)

Isins: 

  • DK0010272632

Vis på Emissioner.dk: 


          

Circolare n.41 - Attuazione disposizioni del DPCM 1 Aprile 2020   

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dal giorno 04.04.2020 al giorno 15.04.2020

  • Tutti i Plessi dell'Istituto Comprensivo di Bariano sono chiusi
  • Le attività didattiche in presenza sono sospese in tutti i plessi dell’Istituto Comprensivo di Bariano
  • Le attività di didattica a distanza sono attive e obbligatorie per tutti i docenti e gli alunni dell'Istituto Comprensivo di Bariano secondo le modalità già concordate e sperimentate
  • Sono sospese tutte le altre attività programmate
  • Sono sospesi i viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche comunque denominate
  • L’attività amministrativa si svolgerà in modalità di lavoro agile dal lunedì al sabato dalle ore 8:00 alle ore 16:00
  • Gli uffici saranno chiusi al pubblico e le attività di consulenza saranno svolte in modalità telefonica o on-line dal lunedì al sabato, dalle ore 8:00 alle ore 12:00
  • I collaboratori scolastici sono reperibili per l’eventuale apertura dei locali scolastici, su richiesta dell’utenza, per attività indifferibili
  • La Dirigente Scolastica assicura la piena funzionalità dell’istituzione scolastica a supporto della didattica a distanza e dell’attività amministrativa dell’ufficio e l’accesso immediato ai locali dell’istituzione scolastica per qualsivoglia esigenza di Codesto Ufficio, garantendo la piena reperibilità ai seguenti recapiti:
Per richieste inerenti le credenziali di accesso al registro elettronico Telefono 347.3623554
Per altre necessità email

BGIC825005@ISTRUZIONE.IT

BGIC825005@PEC.ISTRUZIONE.IT

uffici@icbariano.edu.it

Telefono 0363.958350
Per comunicazione diretta con la Dirigente Scolastica

email

dirigente@icbariano.edu.it

Telefono

0363.31806613


          

13.9.2019 Kongreso de rumanaj gekolegoj   

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La kongreso de la Rumana Esperanta Fervojista Asocio (REFA) okazis la 13-an de Septembro 2019 en Bukareŝto. Partoprenis delegitoj de la tuta lando, ĉar ĉijare temis pri elekto de la nova komitato por la sekvontaj tri jaroj. Estis prezentitaj raporto pri la agado de REFA inter 2016-2019, financa raporto kaj strategia laborplano por la venonta periodo. L - Pasintaj aranĝoj
          

Curso “Certificação Orthocaps”   

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O Curso “Certificação Orthocaps”, organizado pela Dentina, em colaboração com a Orthocaps, realizar-se-á no próximo dia 29 de Maio, em Lisboa, e 30 de Maio, no Porto, e será lecionado pelo Dr. Achille Farina, em espanhol.
          

RU76946 - PERSONALE OTA/AUSILIARIO    

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LA RISORSA UMANA.IT Srl Divisione Interim ricerca, per conto di clienti del settore socioassistenziale-sociosanitario PERSONALE OTA/Ausiliario con esperienza. Le persone inserite avranno il compito di - Effettuare il lavaggio, asciugatura e preparazione del materiale da inviare alla sterilizzazione e relativa conservazione - Provvedere al trasporto degli infermi in barella ed in carrozzella ed al loro accompagnamento se deambulanti con difficoltà - Trasportare il materiale biologico, sanitario ed economale - Procedere al rifacimento letti non occupati e l’igiene dell’unità di vita del paziente (comodino, letto, apparecchiature) - Preparazione dell’ambiente e dell’utente per il pasto e aiuto nella distribuzione e nell’assunzione - Aiutare il paziente nel cambio della biancheria e nelle operazioni fisiologiche Requisiti richiesti - Diploma/Attestato OTA o titolo equipollente - Esperienza anche minima nella mansione - Disponibilità al lavoro su turni, anche notturno - Disponibilità immediata - Disponibilità a inserimento con contratto in Somministrazione Luogo Di Lavoro: GENOVA
          

RU76944 - PERSONALE OSS    

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LA RISORSA UMANA.IT Srl Divisione Interim ricerca, per conto di clienti del settore socioassistenziale-sociosanitario PERSONALE OSS con esperienza. Le persone inserite avranno il compito di - Fornire assistenza a pazienti parzialmente o totalmente non autosufficienti, - Effettuare interventi di tipo igienico-sanitario e per la cura e l'igiene personale, vestizione, alimentazione, mobilizzazione, - Fornire supporto nell'assunzione dei pasti, nella cura del corpo prevenendo ulcere da decubito, nel cambio della biancheria ecc. - Effettuare attività a supporto del personale infermieristico (rilevamento parametri vitali, piccole medicazioni e bendaggi). Requisiti richiesti - Diploma/Attestato OSS o titolo equipollente - Esperienza anche minima nella mansione - Disponibilità al lavoro su turni, anche notturno - Disponibilità immediata - Disponibilità a inserimento con contratto in Somministrazione Luogo Di Lavoro: GENOVA
          

RU76492 - INFERMIERI/E    

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LA RISORSA UMANA.IT Srl Divisione Interim ricerca, per conto di clienti del settore socioassistenziale-sociosanitario INFERMIERI/E con esperienza. Le persone inserite all'interno delle strutture si occuperanno delle attività di gestione dei pazienti, somministrazione farmaci e cure e supporto alle attività mediche. Requisiti richiesti: - Laurea in Scienze Infermieristiche o equipollenti - Esperienza (anche minima) nella mansione - Disponibilità immediata - Disponibilità a inserimento con contratto in Somministrazione Luogo Di Lavoro: GENOVA
          

Koronavírus – aktualizované informácie   

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Opatrenia mesta Brezno

Mesto Brezno na základe vyhlásenia mimoriadnej situácie vzhľadom na pandémiu koronavírusu vyvolávajúceho chorobu COVID-19, bude od stredy 18. marca 2020 až do odvolania Mestský úrad pre verejnosť ZATVORENÝ. Pracovníci MsÚ  všetkých odborov však budú zabezpečovať príslušnú agendu.

Pri vstupe do MsÚ bude nainštalovaná poštová schránka pre doručovanie písomností. V prípade žiadostí o územné a stavebné konanie, žiadame projektové dokumentácie predkladať len v elektronickej podobe (CD, DVD), papierové dokumentácie zasielať poštou. V prípade žiadostí o rodný / úmrtný list, žiadame pripojiť svoje telefónne číslo, pracovníčka Vás telefonicky skontaktuje a oznámi čas, kedy Vám informátor pri vstupe vydá požadovaný doklad.

V súvislosti s úhradou miestnych daní a poplatkov využívajte výlučne elektronické platby.

Telefónne čísla na všetkých zamestnancov sú na web stránke mesta Brezno: 

https://God.blue/forward.php?url=https://www.brezno.sk/telefonny-zoznam/

 

Na jednotlivé odbory sa dovoláte:

Klientske centrum – 048/6306 231, 6306 237, Matrika – 048/6306 234

Útvar primátora – 048/6306 213, 6306 211

Útvar prednostu – 048/6306 221, 0911 996 022

Odbor investičný – 048/6306 285, 6306 280

Odbor ŽP a stavebného poriadku – 048/6306 281

Architekt mesta – 0903 582 531

Odbor právny a majetkový – 048/6306 262, 6306 263

Odbor starostlivosti o obyvateľa – 048/6306 240

Odbor ekonomiky a financovania (odd. daní) – 048/6306 271, 6306 272

Rozsah obmedzení bude upravený podľa ďalšieho vývoja situácie a rozhodnutí Ústredného krízového štábu. 

Chránime tým všetkých vás, pracovníkov MsÚ, a následne ďalších občanov pred možnou nákazou. Je potrebné si uvedomiť, že mnoho občanov môže byť aj bezpríznakovým nosičom. Prosíme týmto o pochopenie, oparenia robíme pre NÁS VŠETKÝCH.

 

Počnúc dňom 10.3.2020 mesto Brezno zatvorilo verejnú krytú plaváreň, zimný štadión - Aréna Brezno, Mestskú knižnicu, Denné centrum Prameň a Centrum voľného času až do odvolania a tiež ruší filmové a divadelné predstavenia v Dome kultúry a Synagóge. O ďalšom postupe budeme občanov informovať.

Taktiež mesto zabezpečuje dôslednú dezinfekciu priestorov vo verejných budovách mesta.

 

Presúva sa aj jarné upratovanie  

Mesto Brezno v zastúpení Technickými službami mesta Brezno z dôvodu prijatia opatrení voči šíreniu koronavírusu COVID-19, presúva termíny jarného upratovania zatiaľ o mesiac neskôr t.j. od 20.4.2020.

 

Ďalšie opatrenia, ktoré mesto prijalo ako prevenciu pred šírením ochorenia COVID-19:

Mesto Brezno oslovilo obchodné reťazce na území mesta a požiadalo o zvýšenú dezinfekciu nákupných vozíkov a košíkov. Taktiež vydalo odporúčania zamestnávateľom – právnickým osobám a fyzickým osobám – podnikateľom na potrebu prijatia opatrení v súvislosti s predchádzaním ochoreniu (dezinfekcia, zabezpečenie ochranných prostriedkov pre zamestnancov). Spoločnosť SAD Zvolen na základe vlastnej iniciatívy aj žiadosti mesta Brezno vykonáva častú a dôkladnú dezinfekciu všetkých autobusov MHD v meste. Žiadame občanov pri vstupe do prostriedkov verejnej dopravy používať ochranné rúška na tvár na zamedzenie šírenia vírusu.

 

SPOJE MHD BREZNO

Mesto Brezno oznamuje cestujúcej verejnosti, že z dôvodu mimoriadnej situácie budú od Pondelka 23. 03. 2020 od 0:00 hod. až do odvolania premávať spoje MHD Brezno v obmedzenom režime, od pondelku do soboty podľa cestovného poriadku, ktorý platí v sobotu. V nedeľu ostávajú cestovné poriadky platné.

 

Opatrenia ústredného krízového štábu SR v súvislosti s ochorením COVID-19

Z dôvodu vzniku ohrozenia verejného zdravia a nevyhnutnosti prijať opatrenia podľa zákona o civilnej ochrane obyvateľstva, vláda Slovenskej republiky vyhlásila 11.03.2020 mimoriadnu situáciu na území Slovenskej republiky.

 

Ústredný krízový štáb SR prijal 12. marca 2020 nasledovné opatrenia v súvislosti s ochorením COVID-19:

povinná 14-dňová domáca karanténa od 13.03. 2020 od 7.00 h až do odvolania pre ľudí s trvalým alebo prechodným pobytom v SR žijúcim na území SR nad 90 dní, ktorí sa vrátia zo zahraničia, vrátane osôb žijúcich v spoločnej domácnosti. Za nedodržanie domácej karantény hrozí sankcia vo výške 1659 eur. Osoby, ktoré sa vrátili zo zahraničia sú povinné bezprostredne po návrate na Slovensko oznámiť túto skutočnosť telefonicky alebo elektronicky svojmu ošetrujúcemu lekárovi, ktorý rozhodne o domácej izolácii.
Viac informácií nájdete tu: Rozhodnutie - karanténa - verejná vyhláška 12.03. (pdf)  od 16.03.2020 zatvorenie všetkých predškolských a školských zariadení, centier voľného času či iných organizovaných voľnočasových aktivít pre deti - posun maturít, odporúčaný posun prijímacích skúšok na vysoké školy
Viac informácií nájdete na webe Ministerstva školstva SR: https://God.blue/forward.php?url=https://www.minedu.sk/usmernenie-ministerky-skolstva-vedy-vyskumu-a-sportu-sr-vo-veci-prerusenia-vyucovania-v-skolach-a-skolskych-zariadeniach/ od 13.03.2020 až do odvolania sa zakazuje prevádzka týchto zariadení: prírodné a umelé kúpaliská, telovýchovno-športové zariadenia, zariadenia starostlivosti o ľudské telo, zariadenia pre deti a mládež vrátane zariadení starostlivosti o deti do 3 rokov veku okrem zariadení sociálnych služieb, zariadení sociálnoprávnej ochrany detí a sociálnej kurately a špeciálnych výchovných zariadení. Zakazujú sa prevádzky verejného stravovania, ktorými sú cukrárne, bistrá, kaviarne, bary a podobné zariadenia verejného stravovania, okrem reštaurácií a stánkov s rýchlym občerstvením. Zakazuje sa prevádzka welness centier vrátane bazénov v ubytovacom zariadení, prevádzky zábavného charakteru, ktorými sú napríklad kasína, kiná a iné prevádzky voľnočasového charakteru, napríklad lyžiarske strediská, rekondičné pobyty. Toto opatrenie neplatí pre prírodné liečebné kúpele a kúpeľné liečebne na základe návrhu lekára. V obchodnom dome sa cez víkend  povoľuje činnosť iba týchto prevádzok: lekáreň, predajňa potravín, reštaurácia, stánok s rýchlym občerstvením, drogéria a novinový stánok

Viac informácií nájdete tu: (pdf)

naďalej platí zákaz návštev v nemocniciach a u všetkých verejných a neverejných poskytovateľoch sociálnych služieb
Viac tu: Rozhodnutie - zákaz návštev -nemocnice (pdf)

Opatrenie Úradu verejného zdravotníctva Slovenskej republiky účinné od 16. marca 2020

Opatrenia:

S účinnosťou od 16. marca 2020 od 6:00 hod. sa na obdobie 14 dní uzatvárajú všetky maloobchodné prevádzky a všetky prevádzky poskytujúce služby okrem: predajní potravín, mäsa, chleba a pečiva, ovocia a zeleniny, predajní potravín na osobitné výživové účely pre dojčatá a malé deti a predajní potravín na osobitné lekárske účely, lekární, predajní a výdajní zdravotníckych pomôcok, predajní drogérií, čerpacích staníc pohonných hmôt a palív, predajní novín a tlačovín, predajní s krmivom pre zvieratá a veterinárnych ambulancií, prevádzok telekomunikačných operátorov, prevádzok verejného stravovania a stánkov s rýchlym občerstvením, prevádzok poštových, bankových a poisťovacích služieb, prevádzok internetových obchodov (eshop) a donáškových služieb. S účinnosťou od 16. marca 2020 od 6:00 hod sa na obdobie 14 dní zakazuje prítomnosť verejnosti v prevádzkach verejného stravovania a stánkov s rýchlym občerstvením, tento zákaz sa nevzťahuje na predaj mimo prevádzku stravovacích služieb (napríklad prevádzky rýchleho občerstvenia s výdajným okienkom alebo predaj pokrmov so sebou bez vstupu do prevádzky). S účinnosťou od 16. marca 2020 od 6:00 hod sa na obdobie 14 dní nariaďuje prevádzkovateľom obchodného domu podľa § 2 ods. 4 písm. k) zákona č. 377/2004 Z.z., aby nezatvoril prevádzky uvedené v bode A. Všetkým osobám, ktoré sa od 16. marca 2020 od 6:00 hod. skupinovo vracajú z postihnutých oblastí zahraničia, sa nariaďuje izolácia v zariadeniach určených Ministerstvom vnútra Slovenskej republiky, a to na dobu 14 dní.

 

NOVÉ OPATRENIA ÚRADU VEREJNÉHO ZDRAVOTNÍCTVA SR PLATNE OD 25.3.2020

opatrenia:

A) S účinnosťou od 25. marca 2020 do odvolania sa nariaďuje pre každú nedeľu v mesiaci uzatvoriť:

predajne potravín, mäsa, chleba a pečiva, ovocia a zeleniny, predajne potravín na osobitné výživové účely pre dojčatá a malé deti a predajne potravín na osobitné lekárske účely, lekárne, predajne a výdajne zdravotníckych pomôcok, predajne drogérie, predajne novín a tlačovín, predajne s krmivom pre zvieratá a veterinárnych ambulancií.

B) S účinnosťou od 25. marca 2020 do odvolania pre každú nedeľu v mesiaci nariaďuje prevádzkovateľom priestorov prevádzok uvedených v bode A) vykonávať povinnú dezinfekciu priestorov predmetných prevádzok (sanitárny deň).

opatrenia:

Dočasne sa pozastavuje poskytovanie sociálnych služieb podľa zákona č. 448/2008 Z. z. o sociálnych službách a o zmene a doplnení zákona č. 455/1991 Zb. o živnostenskom podnikaní (živnostenský zákon) v znení neskorších predpisov v znení neskorších predpisov, v zariadeniach sociálnych služieb s ambulantnou formou tejto sociálnej služby všetkým poskytovateľom sociálnej služby v týchto zariadeniach, ktorými sú : a) denné stacionáre § 40 zákona b) zariadenia pre seniorov s ambulantnou formou sociálnej služby § 35, 1 c) zariadenia opatrovateľskejslužby s ambulantnou formou sociálnej služby, d) rehabilitačné strediská s ambulantnou formou sociálnej služby, e) špecializované zariadenia s ambulantnou formou sociálnej služby, f) domovy sociálnych služieb s ambulantnou formou sociálnej služby, g) denné centrá (bývalé "kluby dôchodcov") h) zariadenia starostlivosti o deti do troch rokov veku dieťaťa ( bývalé "detské jasle"). i) Prikazuje sa verejným a neverejným poskytovateľom sociálnych služieb dôsledne dodržiavať hygienicko-epidemiologický režim. Termín: od 25.3.2020 do odvolania

 opatrenie:

Všetkým osobám sa zakazuje s účinnost'ou od 25. marca 2020 od 00:00 hod. do odvolania vychádzat' a pohybovať sa na verejnosti bez prekrytia horných dýchacích ciest (napríklad respirátor, rúško, šál, šatka, atď.)

 

OPATRENIA MINISTERSTVA ŠKOLSTVA

Písomné maturity sa v tomto školskom roku neuskutočnia.

Interná časť maturitnej skúšky čiže ústne maturity by sa mali konať najskôr do dvoch týždňov od obnovenia výučby.

           Interná maturita sa bude konať v termíne do 30. júna 2020.

Pre školský rok 2019/2020 sa ruší aj Testovanie-9, teda monitor, ktorý píšu žiaci deviateho ročníka a žiaci štvrtého ročníka osemročných gymnázií.
          Prihlášky na stredné školy je možné podať do 15. mája a k prihláške sa nebude vyžadovať potvrdenie od lekára.  Prijímacie pohovory na stredné školy sa uskutočnia najneskôr do 30. Júna Zápis do prvého ročníka ZŠ sa uskutoční od 15. do 30. apríla, ale bez osobnej prítomnosti detí. Podávanie žiadostí o prijatie do materských škôl bude prebiehať od 30. apríla do 31. mája 2020. V prípade vysokoškolákov chce minister školstva apelovať na Slovenskú rektorskú konferenciu, aby akceptovala tento stav a nastavila štandardy vzdelávania podľa súčasnej situácie.

 

NOVÉ OPATRENIA PLATNÉ OD 30.3.2020 

Od pondelka (30. 3. 2020) sa povoľuje otvorenie ďalších obchodov, služieb a prevádzok: očné optiky, služby STK a emisnej kontroly, leasingové služby, predajne a servis bicyklov, notári a advokáti, stavebniny, záhradníctva, galantérie, metrový textil farby, laky, elektroinštalačné služby, železiarstva, zberné dvory, servis výpočtovej a telekomunikačnej techniky, kľúčové služby. Aj tieto prevádzky musia zabezpečiť rovnaké hygienické štandardy, ako predajne potravín: rúško, dezinfekcie rúk či rukavice, rozstupy aspoň dva metre a malá koncentrácia zákazníkov v jednom čase. Zatvorené naďalej zostanú veľké obchodné domy a veľké prevádzky. Výnimku majú predajne potravín, drogérií a lekární v obchodných domoch. Meranie telesnej teploty v obchodoch nebude povinné, iba odporúčané. V nemocniciach a priemyselných podnikoch bude meranie teploty od pondelka (30. 3. 2020) povinné. Pre seniorov nad 65 rokov zostávajú určené špeciálne otváracie hodiny v obchodoch, a to od 9.00 h do 12.00 h. Všetky predajne budú v nedeľu zatvorené z dôvodu sanitárneho dňa a oddychu personálu, výnimku dostali len pohotovostné lekárne a veterinárne ambulancie.

Viac na : https://God.blue/forward.php?url=https://www.korona.gov.sk/covid-19-prijate-opatrenia.php

 

Karanténa 

Všetkým osobám, ktoré od 6. apríla 2020 od 7.00 hod. vstúpia na územie Slovenskej republiky, sa nariaďuje izolácia v zariadeniach určených štátom na dobu nevyhnutnú na vykonanie laboratórnej diagnostiky COVID-19. Následne po zistení negatívneho výsledku sa týmto osobám nariaďuje domáca izolácia v celkovej súhrnnej dobe 14 dní. Izolácia sa nariaďuje i osobám žijúcim v spoločnej domácnosti.

Nariadenie izolácie v zariadeniach určených štátom sa nevzťahuje na nasledovné osoby:

tehotné ženy, osoby s obmedzenou schopnosťou orientácie a pohybu, osoby s onkologickým, psychiatrickým ochorením, ťažkou poruchou imunity, osoby s osobitnými výživovými potrebami, osoby s chronickými ochoreniami dýchacích ciest, srdca a ciev, osoby s metabolickými poruchami, osoby s epilepsiou, osoby s mentálnou poruchou, osoby so závažnými ochoreniami vyžadujúcimi pokračujúcu injekčnú liečbu v pravidelných intervaloch, zdravotne ťažko postihnuté osoby alebo osoby s inými závažnými zdravotnými stavmi (potvrdenie o tomto zdravotnom stave sa doloží dodatočne bezodkladne správou od lekára), osoby nad 75 rokov, osoby, ktoré na území Slovenskej republiky požívajú diplomatické výsady a imunitu a osoby im blízke a sprevádzajúce v dobe prekročenia štátnych hraníc SR, ktoré od 6. apríla 2020 od 7.00 hod. vstúpia na územie Slovenskej republiky.Týmto osobám sa nariaďuje izolácia v domácom prostredí na dobu 14 dní. Maloletým osobám, ktoré bez sprievodu vstupujú na územie Slovenskej republiky sa nariaďuje izolácia v domácom prostredí na dobu 14 dní. Po dobu domácej izolácie sa táto nariaďuje i osobám žijúcim s nimi v spoločnej domácnosti. Všetkým osobám, ktoré od 6. apríla 2020 od 7.00 hod. vstúpia na územie Slovenskej republiky, sa nariaďuje, aby bezprostredne po návrate do Slovenskej republiky oznámili túto skutočnosť a to telefonicky alebo elektronicky poskytovateľovi zdravotnej starostlivosti, ktorý poskytuje zdravotnú starostlivosť v špecializačnom odbore všeobecné lekárstvo, a s ktorým má uzatvorenú dohodu o poskytovaní zdravotnej starostlivosti alebo poskytovateľovi zdravotnej starostlivosti, ktorý poskytuje zdravotnú starostlivosť v špecializačnom odbore pediatria, a s ktorým má dieťa uzatvorenú dohodu o poskytovaní zdravotnej starostlivosti. Všetkým poskytovateľom zdravotnej starostlivosti, ktorí poskytujú zdravotnú starostlivosť v špecializačnom odbore všeobecné lekárstvo alebo pediatria sa nariaďuje, aby všetkým osobám, ktoré v období od 6. apríla 2020 od 7.00 hod. vstúpili na územie Slovenskej republiky, vrátane osôb, ktoré s touto osobou žijú v spoločnej domácnosti, vystavili PN z dôvodu karantény pre COVID-19.

Vian na: https://God.blue/forward.php?url=https://www.korona.gov.sk/covid-19-prijate-opatrenia.php

 

 

Naďalej platí zákaz organizovania hromadných podujatí športovej, kultúrnej, spoločenskej či inej povahy
Viac tu: Rozhodnutie - karanténa - verejná vyhláška 09.03. (pdf)

https://God.blue/forward.php?url=http://www.uvzsr.sk/index.php?option=com_content&view=article&id=4082:informacia-k-zakazu-organizova-anusporaduva-hromadne-podujatia-portovej-kulturnej-spoloenskej-i-inej-povahy&catid=250:koronavirus-2019-ncov&Itemid=153 

 
Opatrenia sú významným a dôležitým nástrojom na zamedzenie šírenia ochorenia COVID-19 v SR.

 

Aktuálne správy, opatrenia a odpovede na najčastejšie kladené otázky nájdete na stránke Ministerstva dopravy a výstavby Slovenskej republiky:

https://God.blue/forward.php?url=https://www.mindop.sk/media-5144/tlacove-spravy-2726

Ministerstvo vnútra Slovenskej republiky:

https://God.blue/forward.php?url=https://www.minv.sk/?tlacove-spravy

Tlačové správy a aktuálne opatrenia Ministerstva zdravotníctva nájdete tu:

https://God.blue/forward.php?url=https://www.health.gov.sk/Clanky?tlacove-spravy

 

Buďme zodpovední

Mesto Brezno bude naďalej situáciu monitorovať a v úzkej spolupráci s Úradom verejného zdravotníctva SR, Ministerstvom vnútra SR, Ministerstvom zdravotníctva SR aktualizovať informácie a prijímať potrebné opatrenia. Zároveň vyzývame obyvateľov, aby dbali na odporúčania Úradu verejného zdravotníctva SR a sledovali aktuálny vývoj.  O ďalšom vývoji situácie budeme priebežne informovať. Príslušníci Mestskej polície Brezno budú priebežne monitorovať dodržiavanie preventívnych opatrení.

 

JUDr. Tomáš Abel, PhD.

primátor mesta

 

Bc. Dominika Predajnianska

vedúca Útvaru primátora

Mestský úrad Brezno

Nám. gen. M. R. Štefánika 1

977 01 Brezno

 

tel.: +421 48 6306 213

        +421 48 6306 210

        +421 48 6306 211

 

e-mail: dominka.predajnianska@brezno.sk 

e-mail: info@brezno.sk 

 

 opatrenie-uvz-sr-o-zakaze-a-obmedzeni-prevadzok  PDF - dokument  186.57 kB

 vyhlasenie-nudzoveho-stavu  PDF - dokument  203.49 kB

 10-odporucani-ked-ste-doma-covid-19  PDF - dokument  304.34 kB

 co-robit-ak-ste-chory_covid-19  PDF - dokument  341.10 kB

 osoby-s-vyssim-rizikom-ochorenia-covid-19  PDF - dokument  339.32 kB

 pomoc-sebe-a-druhym-covid-19  PDF - dokument  286.52 kB

 opatrenie-povinnost-nosit-ruska  PDF - dokument  152.22 kB

 opatrenie-uvz-sr-poskytovanie-socialnych-sluzieb  PDF - dokument  197.72 kB

 zakaz-prevadzok-v-nedelu-sanitarny-den  PDF - dokument  130.23 kB


          

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